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Idiocracy

Idiocracy locandinaJoe Bowers, impersonato dall’attore Luke Wilson, è un mediocre militare della classe media, che compie il suo dovere anonimamente, cioè senza infamia e senza lode, in attesa del raggiungimento del diritto alla pensione. Un bel giorno, però, egli viene scelto dall’Esercito statunitense, in quanto ritenuto un perfetto rappresentante della classe media americana, per un esperimento di ibernazione a lungo termine. Per cui, di lì a poco si ritroverà ibernato insieme ad una giovane prostituta desiderosa di sfuggire al suo protettore, scelta per diversi o più o meno identici motivi. L’esperimento di criogenetica viene dimenticato e i due si risveglieranno addirittura nel 2505, quando - gradualmente degenerato - il mondo si ritroverà per così dire all’indietro. Gli Stati Uniti sono diventati un paese popolato da gente tecnologicamente avanzatissima, dotata dei più sofisticati e moderni marchingegni, ma degenerata in una gravissima e avanzatissima forma di  analfabetismo intellettuale che la renderà totalmente incapace di intendere e di volere e di risolvere qualsivoglia problema esistenziale. L’umorismo provocatorio e corrosivo di Mike Judge, regista del film, trova pertanto modo di esprimersi e di dilagare in tutti gli aspetti più depravanti e distruttivi di una società ormai in stato d’irreversibile declino, dove i due disibernati risulteranno le persone più intelligenti, invero le “meno idiote” del pianeta. La satira di Judge è soprattutto made Usa, ma si estende all’intero pianeta e ai suoi usi e costumi degradanti, colpendo al centro di ogni problema con grande precisione. L’Organizzazione sociale delle Nazioni dell’a e del per delinquere, e dei senza e dell’assenza di ogni valore umano, viene centrata come un immenso quadro, grande quanto l’intero pianeta, esposto alla vista di tutti i suoi abitanti. E qui risulterebbe molto efficace la battuta del film "No Mans’s Land", che diviene quella di un Mike Judge votato all’ottimismo, la quale è tutta nella risposta fornita alla domanda sulla differenza intercorrente tra un ottimista e un pessimista: “Il pessimista pensa che le cose non possano andare peggio di così, mentre l’ottimista pensa invece di si”. E, purtroppo per lui e per gli abitanti della Terra, Mike Judge non sa quanto il suo ottimismo sia veritiero, e quanto la sua satira si riveli in realtà una specie di neorealistica e/o docunentaristica cinematografata dei nostri giorni, per la quale non occorre attendere e scomodare il 2505. Da che è già ora possibile correggere alcuni suoi piccoli ma evidentissimi errori di fondo: per esempio in un mondo come quello e questo di oggi, l’uomo meno tonto del pianeta non potrebbe mai diventare Presidente degli Usa, in quanto il migliore in un tale contesto risulterebbe il più tonto, come la realtà odierna inequivocabilmente ci dimostra, e lo stesso regista ci colga in pieno nella satira, senza la forzatura dell’happy end con il protagonista della sceneggiata meno tonto del contesto degli idioti, che si ritrova a capo dello stesso, la cui contraddizione nei termini risulta talmente macroscopica da apparire immediatamente impraticabile. In ogni caso, il sistema di assegnazione perversa dei 110 e lode rifilati dalla meritocrazia idiocracyca agli analfabeti intellettuali più “meritevoli” licenziati dalle facoltà universitarie (raddrizzando il capovolgimento, in realtà i più immeritevoli) -  per non parlare dei 110 e lode con pubblicazioni di tesi copiate, ricopiate e riciclate dai meandri più oscuri, tortuosi e pervertiti della mente disabile dei negativi invertiti - oltre che eloquente sulla formazione al contrario delle classi dirigenti, è sicuramente la  dimostrazione più significativa e palpabile che si possa mai ricavare dal 2505 odierno: il fatto poi che nel 2505 dei nostri giorni, la ciliegina sulla torta venga costituita dalla presenza, presente, passata e trapassata, dei tantissimi Non sanno neppure dove sono messi, debitamente accompagnati dai loro ascendenti storici, i Non sapevano neppure dove erano messi, attualmente sottoterra, è un dettaglio. Il secondo capitolo dal titolo: “L’Istituto di reinserimento”dell’opera narrativa di Cultura dell’Universo “I segreti del Bosco silente”, pubblicata a puntate sui Notiziari, tratta il dramma denunciato da Idiocracy con estrema precisione e concretezza, e il recente V-Day di Beppe Grillo ne raggiunge l’esaltazione più estrema e tangibile. Quindi, per concludere, se è davvero difficile essere più ottimisti di Judge, bisogna anche riconoscere che purtroppo la realtà ci riesce invece perfettamente.

 
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