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Feed locandinaMichael Carter è un poliziotto addestrato a combattere il cybercrime individuando i siti dedicati alle varie perversioni, e nelle sue indagini s’imbatte in un sito specializzato nel vojeur estremo, nel quale donne grasse vengono nutrite forzatamente fino a provocare il loro decesso. Dopo Il Tagliaerbe, Brett Leonard ripropone il tema delle scienze informatiche e delle tecnologie più avanzate, utilizzandolo per mettere a disposizione dello spettatore l’aspetto Evidentista del Male Perfetto, inscenando situazioni sconcertanti in cui il serial killer gestore dello spettacolo immesso su Internet, accetta scommesse sulla morte delle vittime. Ci sono alcuni momenti palpitanti, in cui lo spettatore può intrigarsi anche se a singhiozzo, ad intermittenza, data la scarsa continuità della pellicola, mentre tra questi momenti e il tentativo maldestro di un’analisi sociologica del crimine s’inserisce l’incapacità di un investigatore, ancora più maldestro e “perdente”, che prende botte da tutte le parti e resta faticosamente vivo per il gran finale, grazie al regista e alla sceneggiatura, ma sulla scena cinematografica soprattutto per opera del killer che lo ha spesso tra le mani, ma lo lascia sempre esamine ma ancora respirante e disponibile per lo scontro successivo e per le successive botte. Le sequenze più scioccanti e ben girate riguardano il nutrimento di enormi masse di carne viva dentro le quali si nasconde una donna, la cui uccisione diviene una specie di liberazione per quella essenza umana imprigionata. Il cast è formato da attori più votati alla mediocrità che alla sufficienza (Patrick e Jack Thompson, Gabby Millgate, Matthew Le Nevez, Alex O’Loughlin) e nel film, dove è tutto sin dall’inizio chiaro, visibile e scontato, manca il colpo a sorpresa finale, sostituito dal tentativo di inscenarlo con la martirizzazione del killer in luogo della sua uccisione; ma il film merita comunque un’occhiata, se non altro per l’originalità di un’obesità morbosa, posta al centro della cinematografata come l’ennesima conquista di un Evidentismo maligno, illimitato nelle sue scelte in vista di un’esibizione finale, definitiva e totale.

 
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