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Dogma

Dogma locandinaDue angeli “caduti” lasciano il Wisconsin dirigendosi verso il New Jersey, convinti di trovare il modo di essere riammessi in paradiso in una chiesa cattolica che si è da poco modernizzata con il perfezionamento temporale della negativizzazione e dell’invertimento del Primo Cristianesimo, attuato mediante l’aggiornamento della conversione mistificatoria a se stesse della chiesa e delle masse, nel “Cristo amicone” dell’attualità edonistica; e in tale aspetto ora raffigurato, per la propaganda, con la strizzatina maliziosa dell’occhio e il pollice debitamente sollevato. Un arcangelo portavoce di Dio, incarica però una cattolica in crisi di fede di fermarli. L’aiutano in questa missione due profeti scombinati e mezzo idioti, una musa e un tredicesimo apostolo,  africano nero come la pece questo in opposizione ai dodici bianchi tradizionali. Linciato a Cannes dalla critica, fiasco clamoroso sul mercato e oggetto di denuncia furiosa da parte cattolica, “Dogma” merita comunque una rivisitazione, se non altro per la stravaganza, il piglio goliardico e l’irriverenza, messi insieme dal regista Kevin  Smith in un intruglio fantastico che mescola con briosa ironia bibbia, fumettistica, angelogia, vangeli autentici e vangeli apocrifi, problematiche teologiche, appunti demonologici e aggiornamenti in chiave New Age, mettendo alla berlina attraverso gli aspetti più esilaranti e ingloriosi della morale sedicente cristiana, in verità anti, l’insussistenza, l’ipocrisia e la ritualistica fumosa di ogni religione del pianeta, fino al colpo di scena finale in cui, ponendosi sulle tracce di un femminismo ultraterreno, scopre nella donna la massima identità divina. L’involontaria rivelazione del film, pescata come trovata comicistica in chissà quali meandri sotterranei della mente subumana terrestre, si fa così, inconsapevolmente, rivelatrice della vera motivazione che scatenò contro l’Abbattitore del Tempio la furia omicida della chiesa di allora e dell’autorità indebitamente costituita, dando origine al DELITTO DELLA CROCE tutt’oggi cospirato, reiterato e consumato contro la PERSONA UMANA, dall’anticristianità usurpatrice dominante. Nell’agitarsi sulla scena di una sempre bellissima ma anche brava Linda Fiorentino, e di attori preparati come Matt Damon, Ben Affleck, A. Morissette e lo stesso regista K. Smith, la satira cinematografica raggiunge il suo apice nello specchiarsi del mondo della Terra in quel puzzolente gigantesco demone di merda, nato e scaturito dal cesso a sua perfetta somiglianza e immagine. Come dicono perciò quelli bravi, i Tolomeo che scrivono le circolari per bocca delle autorità così dette costituite, “è appena il caso di soggiungere” che il film è stato a suo tempo distribuito previ ampi tagli operati dalla sedicente censura libertarista di natura infatti perfettamente fascistica, che in compenso manda ovviamente in onda senza tagli i peggiori filmati porno antierotici e di carattere ginecologistico e prostatico, utili ad alimentare le relative patologie psicofisiche dei subnormali cronici.


 
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