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Molto incinta

Molto incinta locandinaDeprimente commedia made Hollywood, che al classico “A parte i soldi, chi te lo ha fatto fare?”, sostituisce l’inevitabile “Ma che ci stai a fare?” con immediata risposta nei relativi cassonetti – nel nostro caso sale cinematografiche - della fabbrica dell’immondezza. Della regista Judd Apatov, che colpevolmente ha scritto anche la sceneggiatura, ci dicono che dopo il lungometraggio “40 anni vergine” allunga ancora il suo micidiale record cinematografato, fino ai 129 terrificanti minuti di spazzatura carica di tutte le banalità, insulsaggini e volgarità possibili, tali da garantire a questo “Molto Incinta” il successo di cassetta inevitabilmente attestato dall’arrivo oscillante e rotatorio nelle sale, del peggiore esercito adolescenziale zombie che si possa immaginare, opportunamente seguito dalle balzanti truppe dei subumani già adulti e da una critica cimiteriale venuta fuori dal sottoterra e a balzi e saltelli trattenutasi allegramente sulla propria fossa. Ben Stone è un ventitreenne soprappeso con pochi soldi e niente cervello, in compenso drogato, che (si fa per dire) vive in una dimensione eternamente adolescenziale con quattro compagni “come lui peggio di lui”, impegnato molto intellettualmente verso obiettivi informatici che forniscano ai viaggiatori di internet la possibilità di visionare le esatte scene dei film in cui le star del cinema compaiono nude. Alison Scott è invece una giovane donna in carriera che lavora in una televisione locale, dove ha appena ottenuto una promozione nel network dedicato a Hollywood, e dal retro passerà davanti alla telecamera delle interviste quale perfetta esposizione del trash televisivo. Alison và a festeggiare con la sorella in un locale non meglio identificabile, si sbronza e finisce a letto con il primo che capita, il quale - manco a dirlo - e il nostro Ben. La diceria secondo cui si vorrebbe la madre degli idioti sempre incinta, non è esattamente il tema del film: tuttavia Ben e Alison s’impegnano in un rapporto antigienico e antisanitario, tra l’altro per un equivoco privo di contraccettivi, tipo l’accoppiata tra cani agli angoli della strada, che per fortuna non trasmette l’aids di uno all’altra, o viceversa, ma fa si che Alison si ritrovi otto settimane dopo incinta.  L’innocente creatura verrà così al mondo per la contaminazione inesorabile che riceverà dal mondo negativo invertito e, in particolare, da genitori che il film pretende stupidamente di farci credere “cambiati pur restando se stessi”.  Come se bastasse a convincerci il paragone abusatissimo del “Molto Incinta” con il più famoso “Harry ti presento Sally”,  o il rifiuto a tale paragone. E via, a chi la date a bere? Gli zombie sono zombie. Dunque, paragone inevitabile o inevitabile rifiuto dello stesso. Il cast, formato dai vari Seth Rogen, Katherine Heigl, Paul Rudd, Lesile Mann, eccetera eccetera, non è in fondo così male. Quel che resta fuori posto, è invece il titolo del film, decisamente sbagliato. “Molto squallido”, sarebbe stato sicuramente più appropriato.

 
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