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Profumo storia di un assassino - recensione

Profumo storia di un assassino locandinaNato privo del senso dell’olfatto, il trovatello Jean Baptiste Grenouille sviluppa una forma originalissima di percezione e di memoria degli odori, che gli permetterà di sperimentare i profumi più raffinati del mondo, fino alla realizzazione del profumo “divino” che soggiogherà e porrà ogni essere ai suoi piedi. Ma per raggiungere questo obiettivo, egli avrà bisogno del corpo di giovani donne da cui estrarre l’essenza odorosa tesa al “sublime”, per cui si dedicherà all’assassinio seriale di fanciulle innocenti seminando il panico tra le popolazioni delle città e dei villaggi dove le sue ricerche lo condurranno irresistibilmente. Ma egli non può considerarsi un malvagio: è semplicemente un essere privo di sentimenti e di sensazioni “umane”, un essere forse perfino estraneo al mondo odoroso in cui è venuto a trovarsi e nel quale non prova gioia, dolore, amore, ne necessita di comunicare con le persone fisiche simulate umane con le quali viene a contatto. Egli è semplicemente ciò che è: un animale privo del normale senso dell’olfatto di cui è dotata la specie alla quale appartiene. Ambientata nella Francia del diciottesimo secolo, questa storia filmata è stata tratta dal romanzo di  Patrick Suskind e, prima del regista Tom Tykwer che l’ha infine realizzata, alcuni registi tra cui Martin Scorsese e Stanley Kubrick si erano interessati alla trasposizione cinematografica, che però in un primo tempo Patrick Suskind rifiutò di autorizzare. Nel film, il regista ricorre all’uso massiccio della voce narrante fuori campo, rendendo il protagonista praticamente muto e lo scenario poco convincente nella sola gestualità (il peggiore momento si fa evidente nella rappresentazione mal riuscita dell’orgia collettiva): difetto comunque in gran parte compensato dalla scelta di una fisicità asciutta e spettrale, resa con il suo solo apparire dall’interpretazione di un attore dal volto scarno e dallo sguardo intenso e spaventosamente impenetrabile, assai efficace nel trasporre fisicamente visibile sul grande schermo la tetra figura di Jean Baptiste Grenouille. Per cui, la vicenda del creatore dei profumi più ricercati e soavi, diviene in realtà un originale thriller del diciottesimo secolo, dove mette soprattutto in luce la scoperta di uno dei primi serial killer della storia. E, di conseguenza, i meriti di questo film non sarebbero pochi, prendendo in considerazione il degrado della attuale produzione seriale cinematografica e televisiva del genere “giallo-poliziesco”, fatta decadere dalle Dittature pluraliste sintomatiche delle Nazioni nella volgarizzazione di un prodotto di mera propaganda istituzionale, che dalla polizia e dalla gendarmeria anglo-francese e attraverso le larghe imposizioni europee tipo carabinieri, finanza, polizia di stato e Co italiani, festeggia e abbraccia l’arrivo oltreoceanico della stradominante produzione dei peggiori e nauseanti serial istituzionali americani intestati alle varie force, Cia, Fbi, Csi, Order e Law, promotori dell’attuale bagarre culturale, con il completamento di ogni diversa spazzatura cinetelevisiva in auge, che per l’audience e l’economia del fatturato negativo invertito destinata al nutrimento delle masse amorfe formate dai rigurgiti, aborti e i rifiuti umani, vale oro colato di merda purulente. Ma in questa conclusione di orrenda e terrificante ineccepibilità, è interessante osservare la grande somiglianza che con il trovatello  Jean Baptiste Grenouille hanno il grande e il piccolo schermo della telecinematografia mondiale, insensibili e incapaci di discernere il bene dal male, ed entrambi privi sia del tatto, sia del gusto e sia del senso dell’olfatto, ma - a differenza di un Jean Baptiste immaginario - dotati nella realtà della vita quotidiana chiusa nei tre distinti aspetti del Male Perfetto, della capacità spettrale di sostituire i sensi mancanti, ma soprattutto l’olfatto, invece che con i più soavi profumi delle alture, con la più puzzolente essenza escrementizia del mondo basso: quella incombente del senso del marciume e della putrefazione della Morte, di un Evidentismo Totale preannunciante la FINE.

 
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