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Il cavaliere oscuro - Batman, recensione

Il cavaliere oscuro locandinaL’eroe procuratore che applica la giustizia negativa invertita corrispondente all’Ordine sociale di Disuguaglianza Economica relativa,a Gotham City, e il nuovo “cattivo” riciclato nel pagliaccio sadico Joker, risultano i comprimari dell’eroe pipistrello, rispettivamente come sostegno o alternativa al cavaliere oscuro nella lotta intestina del Male Perfetto contro se stesso, e pertanto contro il crimine non organizzato direttamente dallo Stato di Usurpazione propriamente detto, sebbene da esso inevitabilmente cospirato e prodotto, e come suo antagonismo naturale votato a gettare la città nel disordine e nell’anarchismo capitalistico modernizzato. Al centro dei due eroi,  insorge il tema della loro contesa  amorosa e idealista, l’illusione di Rachel, che si declina ai margini straripando nel fingere barlumi di coraggio e remore morali insussistenti, che sapientemente il regista Christopher Nolan indirizza verso una soluzione ancora più nebulosa del mistero. Il grottesco si miscela così alla caricatura e le proprietà narrative del fumetto trasferito sul video , si vorrebbero sottintendere come l’equivalente elasticizzato e dinamico delle figure disegnate sulle tavole. Ad ogni  modo, il mito del giustiziere mascherato acquisisce linfa nuova e l’ordine sociale che lo produce insieme ai suoi fiancheggiatori e antagonisti, fa della stilizzazione espressiva il proprio iter crepuscolare, il migliore nascondiglio e il migliore mascheramento, invero i peggiori pregi possibili ricalcando i refusi imperativi di uno status di usurpazione che rivendica ogni esclusiva, ogni diritto di vita e di morte, con l’ulteriore e definitivo mascheramento (smerciato per il Bene) del rifiutare e nascondere il lato travestitista di se, Male Perfetto. Le macerie che restano, costituiscono quindi per le rovine tenebrose l’happy end ritualistico della simulazione dominante il corpo sociale e quel deserto cosmico in cui, isola nell’isola, il pianeta Terra  - ulteriormente solo e disperso - attesta la solitudine del non essere.

 
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