Un analista della Cia, tale Osborne Cox, viene licenziato perché avrebbe dei problemi con l’alcol, cosa non vera ma handicap che lo colpirà una volta ritrovatosi in casa inoccupato e con una moglie che lo tradisce. Seguendo la moda più classica riservata ai vecchi funzionari pubblici di alto rango, Cox si dedicherà alla stesura di un libro di memorie, ma i suoi appunti finiranno accidentalmente in mano a una donna, ossessionata dal desiderio di ringiovanire e migliorarsi fisicamente tramite la chirurgia plastica, e a un suo imbranato collaboratore, i quali, scambiando quegli appunti innocui per segreti di stato, cercheranno un in un primo tempo di ricattare l’ex analista della Cia e successivamente di venderli ai russi allo scopo di ricavarne i soldi necessari agli interventi di chirurgia plastica. Anche se le scopiazzate dei fratelli Coen dalle più divertenti gag e performance “alla Landis e/o alla Chevy Chase di Spie come noi”, risultano a volte troppo evidenti, il film non è male e - sfruttando la bravura degli attori coinvolti (Brad Pitt, George Clooney, Frances MacDormand, John Malcovick, Tilda Swinton ), sulla cui presenza Ethan e Joel Coen esasperandone le caratterizzazioni puntano tutto per la riuscita del loro lavoro - scorre con allegra piacevolezza mantenendo viva l’attenzione dello spettatore su uno scenario di brutale comicità che raggiunge il massimo del divertimento, quello della tristezza ridente e del dolore inconsapevole, quando la sua palese finzione finisce per risultare perfettamente somigliante a quella di una società planetaria dove tutti assomigliano a tutti e, in quanto sintomi, inseguono sogni alimentati da un’irresistibile bisogno di apparire.






