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Quel che resta di mio marito - recensione

Quel che resta di mio marito locandinaAltro film inorgasmico e crepuscolare al femminile, questo on the road, nel quale, senza che ne abbia affinità o alcunché in comune, i soliti sprovveduti vorrebbero intravedere riferimenti con il mitico Thelma e Louise, le quali a loro dire “sarebbero cresciute e vissute quel tanto dal potersi adesso avviare tranquillamente verso l’età matura”. L’esiguità della storia scritta da Daniel Davis e il debutto nella regia del lungometraggio di Christopher Rowley, dimostrano invece perfettamente il contrario, tanto che le povere Thelma e Luise se non fossero morte allora, lo sarebbero purtroppo adesso e con tantissima minore dignità. Arvilla ha appena perduto suo marito, l’amatissimo Joe, un antropologo con cui ha vissuto venti anni di amore, di felicità e di viaggi in tutto il mondo. Ora, mentre la figliastra erede del defunto, le impone la consegna delle ceneri del padre pena la perdita dell’abitazione che condivideva con il marito, Arvilla decide di mettersi invece in viaggio verso la California, insieme alle sue due migliori amiche, Mergene e Carol, per spargere le ceneri nei luoghi a lei e al defunto cari. Il titolo del film, amaro e limitativo, si adatta in ogni caso perfettamente all’essenza di una storia assai vaga e superficiale, nella quale per movimentarla si inserisce un viaggiatore alla guida di un camion, con il quale le tre donne intrecciano una timida quanto improbabile amicizia on the road. L’aggettivo “banale” non renderebbe giustizia alla terrificante mediocrità del film. Forse “spregevole” rispetto alla natura umana, ossia all’intelligenza, andrebbe meglio, anche se magari risulterebbe un pochino esagerato dal momento che, per equità, spetterebbe di diritto ad ogni altro film perché denominatore comune del mondo simulato umano; ragione per cui, dopo la visione e le sofferenze, ritrovandoci senza nulla che meriti di essere ricordato, optiamo per il semplice “NN” che, all’orizzonte dell’ on the road, segnala la nessuna novità dell’acronimo.

 
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