R a d i o l a n d

M u s i c a & I n f o r m a z i o n e

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Recensioni films Recensioni d'autore Il papà di Giovanna - recensione

Il papà di Giovanna - recensione

Il papà di Giovanna locandinaDramma adolescenziale dell’apparire, in una società delle immagini preedonistiche e prepluraliste- sintomatiche, antecedenti il Terzo Millennio, in cui Pupi Avati tratteggia e conduce per mano la figlia diciassettenne, studentessa liceale che frequenta lo stesso istituto dove insegna il padre, professore di disegno, fino al ricovero in una clinica psichiatrica perché resasi colpevole dell’omicidio di una compagna di scuola. Le atmosfere d’epoca e i ritratti psicologici femminili della cinematografia di Pupi Avati,  vengono come sempre costruiti e diluiti con grande abilità nell’economia del filmato, dove però si perde il nucleo centrale, il rapporto padre-figlia, per una intrusione forzata in una pseudo storia d’Italia, con tanto di dittatura chiusa, entrata in guerra, 8 settembre e repubblica di Salò che nella storia del filmato c’entrano poco o niente. Il film precipita allora con inesorabile pochezza nella noia e nella mediocrità tipica delle ricostruzioni postbelliche della dittatura apertasi al pluralismo sintomatico e alla disinformazione storica onde occultare se stessa, il cui  risultato si fa emblematico nel personaggio interpretato da un insolito, misurato  e poco gigionesco Enzo Greggio: un poliziotto fascista non più “sgherro a tutti i costi” come volevasi dimostrare  fino a poco tempo fa per volere della propaganda fascistica postbellica, ma quasi bonario e soprattutto pronto a rinnegare il proprio credo. Come tutti, d’altronde. Come il professore, padre di Giovanna, come Giovanna stessa, Pupi Avati e il contorno di attori, sceneggiatori, produttori e addetti ai lavori, tutti responsabili dello scempio della storia d’Italia, fino al pubblico pagante responsabile invece dello sperpero del proprio denaro e del tempo perduto...


 
Banner
Banner
Banner
Banner