Clamorosa bufala di fine d'anno del simpatico terzetto Aldo, Giovanni e Giacomo, sempre più imbrigliato nel proprio cliché e, con le brevissime parentesi di "Chiedimi se sono felice" e ancora prima di "La conosci Claudia?", prigioniero delle proprie maschere e delle proprie gag destinate a un pubblico altrettanto prigioniero di se stesso, della propria inguaribile pochezza e di una delle più gravi forme di menomazione intellettuale importate dal Flagello; tuttavia pubblico pagante, il che basta e avanza per la sopravvivenza fisica e artistica del trio. Tutto il resto è dunque noia? Neppure questo, perché il resto - come tutto ciò che viene prima riguardo al terzetto e al suo pubblico - risulterebbe il niente, quel niente che nel Paese Campione testimonia il degrado relativo al progresso del Male Perfetto, in altre parti del corpo sociale forse meno appariscente che nel cinema, dove per i noti motivi illustrati dalla Cultura dell'Universo, nell'esposizione costante del sempre peggio dopo il peggio, gradualmente si è costretti a piangere e rimpiangere i pezzi che si perdono per strada.






