Secondo la reclame che accompagna questo prodotto cinematografico tipo del Paese Campione, ossia la pubblicità, la propaganda più spiccia,il film sarebbe "Una brillante commedia calcistica che costruisce un mondo di sentimenti contrastanti risolti in campo". Roba da finire in tribunale per rispondere di frode grossolana, perché è necessario riconoscere che il pubblico, il quale paga il biglietto per vedere film del genere o va dalla chiromante, dal guaritore o dall'astrologo, è in fondo lo stesso che finisce in mano ai dottori, agli avvocati, agli ingegneri, oppure va semplicemente al supermercato sotto casa dopo aver guardato la pubblicità alla televisione, intermezzata da film, programmi di intrattenimento e altra analoga spazzatura. Ci dicono altresì che "Amore, bugie e calcetto", racconterebbe del calcio dilettantistico anche per parlare d'altro. Purtroppo, soggiungiamo, dopo aver tragicamente subito "l'altro" del film, di cui specificare che il regista è un certo Luca Lucini, e che gli interpreti rispondono nell'ordine al nome di Claudio Bisio, Filippo Nigro, Claudia Pandolfi, Andrea De Rosa, eccetera eccetera, ancora una volta è appena un dettaglio.


