Jim Carrey lavora in banca con pochi interessi e niente stimoli, tra amici che si lamentano per il suo egocentrismo, una fidanzata che lo molla per un altra relazione e intorno a lui tutto va in frantumi, quando incontra uno strano personaggio, una specie di maestro New Age, famoso per la teoria del SI. Bisogna dire YES in ogni circostanza e davanti a qualsiasi richiesta ed evitare per un intero anno di dire NO. La sua vita cambia e tutto ciò che viene dopo la frantumazione della sua precedente esistenza, è semplicemente catastrofico ma talmente divertente per lo spettatore da giustificare il prezzo del biglietto e la scelta di Jim Carrey di percepire il suo compenso solo dopo l’uscita del film calcolando la sua percentuale sugli incassi. Il film si basa sulla biografia dell’umorista inglese Danny Wallace, si ispira in un certo senso allo slogan del nuovo presidente Usa Barack Obama “Yes We Can”, ma ricalca soprattutto il truffaldino avvocato di “Bugiardo bugiardo” che a causa di un incantesimo è costretto a dire sempre la verità con tutte le esilaranti conseguenze che ne derivano. Tutto ciò premesso, la curiosità non è tanto il salto nel vuoto compiuto dal simpaticissimo Jim nel praticare del Bunjee Jumping lanciandosi da un ponte di Pasadena senza controfigura, e forse neppure il salto nel vuoto che data l’attuale situazione finanziaria targata Usa compirà inevitabilmente il “Yes We Can” di Obama, quanto il fatto che Obama, in quanto Presidente Usa, di controfigure ne ha talmente tante e sparse per tutto il globo, che si renderà praticamente impossibile rinunciarvi, tanto più che è tutt’altro che difficile immaginare, dopo il salto definitivo nel vuoto provocato dal suo ultimo YES globalizzato, la FINE del globo.






