Attraverso la brillante opera cinematografica del talentuoso regista Jason Reitman, ecco l’America capace di mettere in ridicolo le proprie convinzioni, il proprio conformismo e se stessa, e che facendo ridere invita a riflettere sugli stereotipi e sulla futilità delle mode, ieri ancorate al più esasperato e moralizzante puritanesimo e oggi aperte alle esperienze sessuali e di costume più stravaganti, che fanno di questa apertura, come fosse l’oracolo della verità assoluta, la chiusura più ermetica verso chi la pensa diversamente, e di ogni ostacolo o resistenza alla corrente e al coro conformista e conformizzante, un nuovo tabù dell’America. Nick Naylor, portavoce della Big Tobacco, si ritrova così a misurarsi con grande maestria, abilità e istrionismo, contro le mode, il conformismo e le regole del nuovo tabù, insieme ai suoi inseparabili amici “mercanti di morte”, lobbisti dell’alcol e delle armi. Nick è separato dalla moglie - la quale in ossequio alla moda della separazione si è affrettata a trovarsi un altro compagno - ma ha un figlio che lo ammira e lo adora. Dagli anni settanta in America è vietato fumare al cinema, successivamente nei luoghi pubblici, negli uffici, sul treno, in aereo, e oggi non si può fumare praticamente ovunque, perfino negli spazi aperti, mentre contaminazioni, radiazioni, malattie tra le più perniciose e mortali, le arrivano da ogni parte. Magari abbiamo esagerato nel mettere in rilievo il fatto che, pur facendo ridere, questo film riesce a far riflettere, perché forse significherebbe pretendere troppo da chi non è in grado di farlo. Tuttavia, non è un caso se l’America si è fatta contenitore etnico e razziale di tutte le popolazioni del pianeta Terra, e se Salem e le più feroci cacce alle streghe le appartengono come un indissolubile cordone ombelicale, nello stesso momento in cui si fa portavoce di democrazia, in realtà simulata, negativa e invertita, e pertanto ANTIDEMORAZIA, e si fa contemporaneamente portatrice della sacralità inviolabile di ogni espressione di pensiero, peraltro di fatto insussistente. Per cui, l’invito ad andarlo a raccontare ai morti, alle vittime della Portatrice di Morte che emblematicamente presiede al tramonto della Terra, è più che doveroso nel momento stesso in cui, dell’America, osserviamo la punta dell’iceberg di una planetarietà negativa e invertita globalizzata e irrimediabilmente globalizzante e di un Analfabetismo intellettuale da produrre ed esportare quanto il nascere soltanto per invecchiare, ammalarsi e morire delle persone fisiche simulate umane componenti di un Ordine Cosmico obsoleto, e da ignorare nascondendo la testa sotto la sabbia soggiacendo alla coralità del più abietto e disumano conformismo sostenuto dal non senso e dalla sragione, perché tale è il Mondo delle Copie e del Ricalco. E giacché siamo in tema di smoking, la vera mancanza da denunciare non è forse quella dell’avvertimento che appare sui pacchetti di sigarette, ma è assente sul prodotto America Esportatrice di Morte che andrebbe, in tal senso, adeguatamente completato?







