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L'una e l'altra - recensione

L'una e l'altraFrizzante film allegorico e fiabesco di Maurizio Nichetti del 1996, interpretato dallo stesso Nichetti e da un’ottima Jaia Forte, forse l’ultima o una delle ultime attrici cinematografiche italiane degne di tale nome. E’ la storia di Luna, una rigida maestra di scuola elementare, con padre meridionale, che dal sud si trasferisce con il padre rimasto vedovo a Milano, e perde la sua ombra, la quale un bel giorno le si ribella, rifiuta di seguirla e l’abbandona preferendole il circo, la musica, il canto, la fantasia. E sarà allora la maestrina a costringersi a seguirla per poter recuperare, attraverso il recupero della propria ombra, la nuova se stessa. Commedia psicanalitica rètro, ambientata nella Milano del 1955, che si distacca però, secondo un proprio brioso modo di rivivere lo spettacolo circense, dai modelli felliniani. Film a suo tempo sottovalutato e ignorato dal pubblico, e per tale motivo oggi rivalutato e reso validissimo dal confronto con quanto, adesso, nel pozzo senza fondo, vediamo in circolazione e subiamo, con un Maurizio Nichetti marionetta frenetica, saltellante e burlesca, in una delle sue più divertenti performance che ne hanno fatto il Charlie Chaplin italiano.
 
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