Si anela al nuovo Ordine Sociale, da istituire con estrema urgenza e senza ulteriore indugio per non assistere più allo scempio artistico e culturale, ed essere costretti a vedere film come questo? Non esageriamo. Per altri film forse si: e per le produzioni cinematografiche del Paese Campione magari senza neppure il forse. In Lezioni d’Amore, c’è invece la smagliante interpretazione della splendida Penelope Cruz, che lo giustifica ampiamente. E ci affascina la storia di un amore senza tempo, quale strumento di ribellione alla differenza di età, alla vecchiaia e alla morte, che pure ne è del tutto indifferente, riequilibrandole, dato che si muore a tutte le età nello stesso modo in cui, a tutte le età, ci si può innamorare; ma che poi sarà proprio il tempo a distruggere, perché i due amanti ne avranno consapevolezza troppo tardi. David è un pessimo docente universitario ultracinquantenne, che più scorretto e disonesto non potrebbe essere, con l’abitudine di approfittare dell’attrazione naturale femminile verso la maggiore età del maschio gestita in posizione di autorità, sfruttando ogni opportunità che gli si offre, collezionando avventure e relazioni sessuali con le sue studentesse. Chissà perché la cosa non ci giunge nuova, tanto più che il professore conduce un corso di critica letteraria che offre infinite opportunità di manipolazione. In ogni caso, un giorno nella sua aula entra Consuela Castillo, una splendida ragazza cubana poco più che ventenne, e David, per volere dell’autore del racconto breve da cui il film è tratto, e quindi della regista spagnola trapiantata a Hollywood Isabel Coixet, nonché degli sceneggiatori e degli addetti ai lavori, ne viene sconvolto tanto che – come è ovvio - la sua vita da quel momento in poi cambierà radicalmente. Ma l’ovvietà discende soprattutto dal fatto che il turbamento di David verrà profondamente ricambiato dalla bellissima Consuela, così che per la prima volta egli dovrà confrontarsi con l’ansia, la gelosia e l’insicurezza di una vera storia d’amore. Il cambiamento di David si potrebbe percepire anche come un ravvedimento, come l’espiazione verso una sorta di redenzione didattica di un insegnante disinsegnante pentito. Ma poi le cose non stanno affatto così. Tra i due protagonisti, ci sono trenta anni di differenza, e se il nocciolo della questione potrebbe essere questo, esso viene invece forzatamente dirottato verso un tempo senza tempo che – come si è visto – alla fine risulterà determinante per la conclusione della storia d’amore; e della suggestione interpretativa come “storia di una espiazione e di una redenzione”, non frega niente a nessuno. Tanto meno a noi.






