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American Gangster

American GangsterSostenuto dalla bravura e dalla simpatia dei suoi interpreti (un po’ meno per quanto riguarda Russell Crowe nella parte del buono “antipatico” persecutore ostinato del vero protagonista: il cattivo “simpatico” Denzel Washington, gangster geniale il quale, tradito e abbandonato nel più tradizionale e classico dei remake da tutti, moglie, congiunti, amici, parenti, ai quali a modo suo non aveva fatto che del bene,  si ritroverà  alla fine solo e senza un soldo), il film scorre piacevolmente sotto un cielo livido e bluastro che distribuisce con il più moderno senso della misura e l’equanimità meteorologica più antica, pioggia e neve per tutti i gusti.  Denzel, forse la pioggia  perché spesso fitta e violenta, è un grande mercante  e divulgatore di droga che ama la famiglia, prega in chiesa, corrompe la polizia e i potenti, ma  cerca anche di aiutare i bisognosi; e Russell, forse la neve perché apparentemente bianca e purificatrice, ne  è l’antagonista predestinato, in quanto detective ebreo che dimentica di recitare le preghiere, sfascia la famiglia ed è in procinto di divorziare,  ma nonostante ciò forzatamente incorruttibile cacciatore di malavitosi perché il suo personaggio, secondo gli intenti più che banali di sceneggiatura  e regia rappresenterebbe l’ordine quanto quello di Denzel evincerebbe invece  il caos ad esso relativo, ovvero l’infrazione delle regole imposte dall’ordine. Mentre sappiamo bene che in realtà nell’Ordine Cosmico Negativo Invertito,  imposizione, osservanza e trasgressione delle regole, significa relativamente ed esattamente la stessa cosa, perché sotto la regia del Grande Spirito discendenti e dipendenti l’uno dall’altro, si è da poco scoperto a sostegno di quanto spiegato – e ne abbiamo già fatto cenno in altri scritti di Cultura Alta - che il caos possiederebbe un proprio ordine naturale. Per cui, in  definitiva, trattasi semplicemente di ruoli, di interessi individuali, di angolazione  e di punti di vista, tanto è vero che – per fare un esempio - tra i criminali di professione non può sussistere  alcuna differenza sostanziale da un’osservazione obiettiva, cioè collocata al di sopra delle parti, tra un Denzel di professione gangster e un Russell di professione poliziotto, in quanto entrambi sintomi professionisti dell’Organizzazione sociale di Disuguaglianza Economica relativa (vale a dire organizzazione sociale a e per delinquere di stampo mafioso),  nell’economia del film pluralista sintomatica perché il film è ambientato negli Usa, in cui una tale forma specialistica  di organizzazione sociale di disuguaglianza economica relativa, è in vigenza, come – dopo la totalitaria - risulta oggi prevalentemente vigente nelle altre Nazioni del pianeta.

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