Il film è del 2004, nella pienezza del cinema della Ricostituzione e dei risultati scaturiti dalle contaminazioni sociali morbose del regime, per cui se si è ritrovato ignorato ciò costituisce sicuramente il suo pregio migliore. La storia è interessante e i colpi di scena non mancano. Tuttavia, la trama e i suoi riferimenti con un passato politico, sociale ed economico interessante il periodo di attesa intercorso tra l’esaurimento del sistema totalitario e la Ricostituzione per la trasformazione in pluralismo sintomatico, meritavano ben altra esposizione narrativa e approfondimento. In ogni caso, nell’insieme il film è gradevole e l’interpretazione scialba di Francesco Nuti nei panni del commissario Francesco De Bernardi – Nuti come si sapeva non è un attore e può andare bene soltanto per i film in cui recita se stesso - viene in parte compensata dal mestiere di un redivivo Ferzetti e da quella di Alessandro Benvenuti assai contenuto e credibile. Il film merita ad ogni modo di essere visto. E, per chi lo avesse già fatto, una rivisitazione più attenta.






