Ed ecco, tra i film di denuncia sociale e di impegno civile realizzati nel periodo di Attesa prima della Ricostituzione, una satira “feroce” contro il sistema di organizzazione sociale, causa diretta produttrice della sintomatologia socioeconomica e politica; e comunque una delle ultime satire non di regime interpretata dagli ultimi attori e comici poi sostituiti degli odierni stoccafissi e buffoni di corte, reclutati dal regime tra i più incapaci, ovvero tra i migliori - peggiori degli aborti e rifiuti umani, e posti poi al servizio del medesimo.
La regia è della Cooperativa 15 maggio, che comprendeva tra altri registi, Nanni Loy, Mario Monicelli, Luigi Magni, Ettore Scola e Luigi Comencini, c’è un politico perseguito dalla magistratura che ci ricorda tanto il prototipo dei parlamentari di oggi capeggiati dal “Da Dietro le Quinte al Palcoscenico”, e c’è uno stuolo di comici e attori del periodo di Attesa, che fortunatamente per loro non ci ricorda affatto quelli odierni discendenti dalla Ricostituzione. Certo, il film doveva costituire, come premesso, una satira “feroce” sui costumi, i vizi e l’iter criminale del Sistema di Disuguaglianza Economica relativa, satira che si è rivelata a volte forse troppo superficiale e dispersiva, noiosa e di cattivo gusto; però, bisogna ricordarlo, questo è quanto passa il convento (anche nei brevi periodi di stand-bay tra un fascismo o un nazismo e l’altro, e/o in un qualsiasi altro modo si voglia poi chiamarli) in un contesto come quello negativo invertito in cui l’ignoranza, l’insufficienza intellettuale e l’incoscienza stradominano. Perciò, per chi voglia vedere o rivedere “Signore e signori, buonanotte”, rischiando di vedere o rivedere se stesso, che dire?…Buona fortuna, oppure buonanotte e sogni d’oro?






