Film di Giuseppe Piccioni, con Valerio Mastrandrea e Valeria Golino, che tenta di uscire dallo scontato del chiuso domestico e del prototipo familiare, per trascendere in un sociale allargato, che proprio questo suo tentativo mal riuscito finisce per costringere a una conclusione senza sbocchi chiusa e relegata in se stessa. Sebbene le vicende ci siano, spesso drammatiche e dolorose, una fine senza storia ci sembrerebbe la definizione più appropriata per un film che non giustifica, se non nella produzione di regime, la sua ragione di essere. Buona comunque la regia e, relativamente, visto quello che nel Paese preso per campione passa il convento, altrettanto buona la recitazione della Golino e sufficiente l’interpretazione di un Mastrandrea, attore volenteroso e disciplinato, forse di una spanna sopra tanta mediocrità, che però non riesce mai a infrangere il linite di una anonima e striminzita sufficienza.






