L’infanzia ritorna in un film spagnolo che ha nella sua protagonista il suo perno centrale, la sua forza motrice. Laura , bambina povera ospite di un orfanotrofio, viene adottata e, divenuta una adulta benestante, vi ritorna con il marito Carlos e il figlio adottivo Simon, affetto da HIV e con poco tempo da vivere, per acquistare l’orfanotrofio e trasformarlo in un istituto di accoglienza per bambini bisognosi. Trascinata dagli avvenimenti, Laura andrà ben oltre ogni suo proponimento e aspettativa, ritrovandosi a confrontarsi con una straordinaria comunità di bambini che determinerà, eternizzandolo, il suo destino. L’attrice Belèn Rueda ci offre un esempio magistrale di stile e bravura, con una interpretazione raffinata e introspettiva di eccezionale qualità. La sua Laura, è semplicemente immensa nel reggere con straordinaria partecipazione e talento, l’interezza del film che non è un thriller, non è cinema horror, ma è essenzialmente un film psichico e psicologico di grandissima classe.






