In questa opera cinematografica,abbiamo notato una sorprendente Gabriella Pession, finalmente attrice, a dimostrazione che gran parte della cattiva recitazione degli attori, è da attribuire a quei registi improvvisati incapaci di educare, di correggere, di indirizzare, dei quali pullula il cinema italiano. Il film dello spagnolo Emilio Martinez-Lazaro, si ispira a una storia vera. le “13 rose” è il nome attribuito alle tredici ragazze, quasi tutte minorenni, proditoriamente assassinate all’alba del 5 agosto del 1939 insieme a quarantatrè giovani membri della JSU - dopo una lunga detenzione, le torture di rito e l’applicazione del famigerato protocollo stabilito dallo Stato di Usurpazione riguardante il sistematico processo farsa officiato dai vincitori contro i vinti - accanto al muro del cimitero della Almudena, a Madrid, a 500 metri dalla prigione in cui erano state fino ad allora imprigionate. La tragica vicenda, trae origine dalla “vittoria” delle truppe di Franco, che segna la fine della guerra civile spagnola, e si svolge dopo la fuga all’estero dei più noti esponenti dell’opposizione repubblicana, che lasciarono l’organizzazione nelle mani di militanti giovanissimi e impreparati. Una lapide ricorda oggi l’orribile delitto e i nomi delle 13 rose, dimenticando di menzionale i boia, i tantissimi e noti autori dell’orrendo omicidio, perpetrato, tramite le 13 rose, contro i giovani di tutto il mondo. Sarà il Fermento giovane rinato a ricordarlo.






