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Girolimoni (il mostro di Roma)

Girolimoni“Ma chi sei, Girolimoni?”. Forse c’è ancora qualcuno che ricorda di aver sentito parlare dei tempi in cui, a Roma, chi importunava le ragazzine si sentiva rimproverare con queste parole. Naturalmente il serial killer di ragazzine non era Girolimoni, il quale infatti - in silenzio per non infastidire le autorità in vigenza come avviene oggi e da sempre nelle Organizzazione sociali di Disuguaglianza Economica relativa, che spesso, per incapacità e incompetenza dei suoi operatori e sudditanza al sistema negativo invertito, sbagliano grossolanamente e/o volutamente – venne in seguito prosciolto dall’accusa e rilasciato e il colpevole non fu mai trovato. In realtà, Girolimoni era tutt’altro che un maniaco sessuale...

...ma un giovane fotografo di bell’aspetto, benestante per quei tempi, che piaceva alle donne e aveva moltissime amanti, e la cui vita fini lì. Rimase nella memoria collettiva popolare con l’etichetta di “mostro di Roma” assassino di bambine e, tornato in libertà, non riuscì più a riprendere la sua vita precedente all’incarcerazione e, gradualmente, si impoverì e andò in rovina finendo i suoi giorni in totale stato di miseria. Storia di ordinaria pochezza. Girolimoni non subì alcuna condanna. Non fu giustiziato e non finì neppure all’ergastolo. Eppure nel film lo vediamo vecchio e miserabile, andare in giro per Roma declamando il proprio nome e gridando alla gente che non sapeva chi fosse Girolimoni: “Io ero famoso! Io ero il mostro di Roma!”. Storia grottesca e dolorosa dei nostri giorni, in cui un sintomo rincoglionito che tuttavia subisce ancora le pulsioni irresistibili del voler apparire, cerca di farlo ad ogni costo? Può darsi. In ogni caso, in costanza della pluralità delle verità menzognere e dell’irrecuperabilità dell’identità del vero assassino di bambine, in realtà mai conosciuta[1] per i noti motivi vigenti in casa degli A Testa in Giù irrecuperabili, Damiano Damiani dalla parte del regista e Nino Manfredi da quella dell’attore protagonista, fanno del loro meglio per regalarci un paio di ore di spensieratezza. Si fa per dire…


[1] L’assassino vero rimase nell’ombra. Era un pastore protestante, Ralph Lyonel («R.L.») Brydges, pastore nella Holy Trinity Church di via Romagna a Roma. Morì in un manicomio del Sud Africa. Era una delle tre persone che a Roma riceveva il catalogo in lingua inglese di pubblicazioni religiose. Pare si fosse reso colpevole di violenze e assassini di minori in qualsiasi posto del mondo i suoi superiori lo avessero trasferito.(fonte: Wikipedia).


Ascolta Nino Manfredi che interpreta il brano Girolimoni

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