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Pelham 1-2-3 ostaggi in metropolitana

PelhamTony Scott torna alla regia con un remake di un film del 1974, tratto da un libro poliziesco avente per tema un attentato in metropolitana. Che dal 9 settembre 2001 ci abbiano rotte le scatole con film di attentati terroristici, è fuori discussione; ma in questo remake si potrebbe, a ragione, obiettare che lo scopo dell’attentato in metropolitana e del film sono soltanto i soldi, facili e puliti privati di alibi ideologici. E siccome Denzel Washington e John Travolta interpretano rispettivamente Walter Gaber, capo dei servizi di sicurezza della metropolitana di New York, e il sequestratore Ryder, il quale secondo gli intenti di produzione, regia e sceneggiatura, punterebbe più al riscatto della propria vita criminale, che al riscatto vero e proprio costituente il bottino, la frittata è fatta. I malintesi ci sono tutti e la metafora si fa pratica retorica e compiacimento sussultorio, intesi entrambi a darle un po’ di verve e contenere i dialoghi patetici che straripano e assonnano. In una organizzazione sociale del crimine come quella americana, ci si aspettava di meglio. E invece, di peggio, c’è la recitazione dei due mostri sacri di Hollywood, così scialba che più scialba non si può. Ma la mancanza più grave, che si avverte tutta, è quella dell’assenza di una bella attrice protagonista, per cui, definire questo film di promozione terroristica omo e pertanto maschilista, è il minimo che si possa fare in un contesto etero, inquinato omo, bisex, trisex, scambista, adultero, feticista, sadomaso, necroforo, e via dicendo, in un elenco inesauribile targato “Male Perfetto”. Per gli obsoleti e i cavernicoli, acusticamente americanizzatisi, il film risulterà un action movie ipercinetico piacevolmente terremotato e significativo intorno al vuoto di Ground Zero, dolorosamente consapevole di quanto il pluralismo sintomatico di disuguaglianza economica americano avverta di  non essere più dalla parte giusta, e inconsapevolmente di non esserci mai stato nel suo esercizio di divulgazione morbosa e nella sua funzione specifica di agente patogeno al servizio del morbo.


 
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