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L'uomo dal braccio d'oro

Locandina L'uomo dal braccio d'oroCapolavoro classico in bianco e nero del 1955, con l’inespressa e a suo tempo superbella Kim Novak e un Frank Sinatra attore talentuoso nell’interpretazione di un professionista del poker, con moglie paralitica per sua colpa, che si da alla droga ma cerca disperatamente il riscatto nell’amore di una dolce entraineuse. Bellissima la musica di Elmer Bernstein in una prima partitura jazz scritta espressamente per il film, e splendida la fotografia di Sam Leavitt. Questo melodramma sulla droga, sebbene ben costruito e fedele ai tempi della trasposizione cinematografica dal romanzo del 1949 di Nelson Algren e toccante il tema della tossicodipendenza dall’eroina proibito dal codice Hais di autocensura, risulta oggi assai poco plausibile e superficiale al cospetto del progresso maligno dell’Ordine sociale di Disuguaglianza Economica relativa e al conseguente dilagare inarrestabile della tossicodipendenza.  In ogni caso, tornando al grande talento di Frank e a quello così poco utilizzato da Hollywood di una stupenda Kim Novak, il film merita una rivisitazione e una riflessione sul talento espresso dai primi pionieri e dagli addetti ai lavori nell’ambito del pionierismo cinematografico e dell’immediato post pionierismo rispetto all’appiattimento e al grigiore imposti successivamente dal sistema –j9 che, come uno spaventoso buco nero, lo ha perversamente inghiottito e fatto proprio.


 
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