Diretto da Lèa Pool, tratto dal romanzo The Wives of Bath di Susan Swan, e interpretato da giovanissime e bravissime attrici: Piper Perabo, Mischa Barton, e Jessica Parè, il film di produzione canadese fu presentato il 21 gennaio 2001 al Sundance Film Festival. Nell’istituto femminile del quale sono ospiti le tre giovani protagoniste (Pauline Oster, Victoria Tory Moller e Mary Bradford), la vita adolescente scorre tranquilla e primaverile tra lezioni tediose, piccole e grandi trasgressioni e serate a base di musica che consolidano l’amicizia delle tre adolescenti. La più giovane e ingenua delle tre, la quindicenne Mary Bradford, assiste con turbamento, curiosità e confusa innocenza alla relazione amorosa delle sue due compagne più grandi. Tory però viene scoperta dalla sorella e, in quanto forse predisposta al bisex ma soprattutto temendo la reazione severa dei genitori inflessibili, dopo essersi trovata un ragazzo con il quale fa sesso all’aperto affinché il fatto diventi notorio, abbandona Pauline e la poetica bella dei sentimenti e dell’amore adolescente, per entrare nel mondo della “normalità” dei costumi e della maturità conformista dalla porta principale. Pauline impazzisce di dolore e Tory raccomanda a Mary di starle vicina, spiegandole che anche se il solo pensiero di non poter restare con lei la uccide, non le è possibile sottrarsi alla volontà dei genitori e, costretta a scegliere tra i propri sentimenti senza futuro e la vita, dovendo sopravvivere non può che scegliere quest’ultima. La personalità ribelle di Pauline emerge in tutta la sua irruenza, e la ragazza creando scandalo e dicerie nell’istituto, lotta con ogni mezzo affinché il suo amore non l’abbandoni, fino a sfidare in un duello all’arma bianca il ragazzo che crede suo rivale. Alla fine, disperata e sull’orlo della follia, sale sul tetto del campus richiamando e accogliendo su un braccio la poiana ferita, da lei soccorsa e guarita che, metafora di se e di Pauline, lascia finalmente libera di volare seguendola - nel gesto miracoloso della libertà - in un volo meravigliosamente simbolico e per lei mortale, sotto gli occhi inorriditi e affascinati delle allieve e delle insegnanti dell’istituto, accorse inutilmente per fermarla, radunatesi nel cortile del campus. Forse film approssimativo e sfuggente, forse qua e la troppo superficiale e retorico, forse mancante dell’approfondimento dei caratteri e dei comportamenti dei personaggi, tuttavia opera cinematografica tesa all’arte e alla poesia, contornata come una bellissima cornice dorata dalla parola narrante che scintilla quale musica armoniosa e coreografia dell’arte poetica volta ad arricchire lo splendido sottofondo di un mondo vivo e sensibile tutto al femminile, con una Piper Perabo semplicemente immensa.






