GaRdeNya - Disegnando pareti
Cominciamo con una buona notizia, uno dei problemi che maggiormente tormentavano gli appassionati di rock italico pare essere definitivamente risolto: il vuoto lasciato dai Litfiba è stato finalmente riempito, non certo dai GaRdeNya, come può pensare l’assorto lettore, ma dagli stessi inimitabili, nonostante i numerosi imitatori, Litfiba che, infatti, sono recentemente tornati alla ribalta come niente fosse.
Evidentemente non era intenzione dei GaRdeNya riempire alcun vuoto, infatti, ascoltando con una certa attenzione le gradevoli canzoni di “Disegnando pareti”, cd che segna l’esordio discografico della band pugliese, ci si rende subito conto che i riferimenti e, di conseguenza, i destinatari sono altri. Già nell’utilizzo di quelle melodie vocali che si librano su una base di chitarre distorte si, ma al punto giusto, e da una ritmica incalzante quanto puntuale, risulta inevitabile l’accostamento del talentuoso Nicola
Landriscina (voce e chitarre) con altri interpreti del pop rock nostrano di questi ultimi anni, come ad esempio Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Giuliano Sangiorgi dei più quotati Negroamaro e, perché no, Francesco Pisaneschi dei Luciferme. Curiosamente la regione Puglia sembra che, nel corso degli ultimi anni, si sia sostituita come fucina di rock-band giovanili ad altre regioni storiche come Emilia, Toscana e Campania, che sfornavano rock di alto livello già dalla fine degli anni 70 fino agli anni 90. Bisogna però evidenziare che il tutto è volutamente sviluppato in modo meno innovativo, decisamente più vicino a quelli che sono certi gusti correnti in fatto di musica “leggera”, accostabile più al pop accattivante che al quel rock dissacrante e, sotto certi aspetti, rivoluzionario che, invece, caratterizzava gruppi come CCCP, Diaframma, Almamegretta e gli stessi Litfiba.
Con questo non vogliamo certamente sminuire o dare una valutazione negativa del lavoro dei GaRdeNya, tutt’altro, visto che noi non scriviamo per giudicare e condannare ma, semmai, per fare si che le persone quantomeno si incuriosiscano, e quindi invitiamo volentieri all’ascolto di Disegnando pareti anche coloro i quali non si sentono i veri destinatari, considerato che all’interno di questo disco (nel senso di oggetto di forma circolare, visto che la musica oggigiorno viene distribuita in modi variegati), vi sono dei brani veramente gradevoli e di sicuro impatto. Oltre la title track “Disegnando pareti”, brano molto equilibrato e poetico che chiude degnamente l’album, e al primo singolo estratto “Frankie allucinato”, pezzo piacevole di puro intrattenimento da cui è stato tratto anche un video, segnaliamo con piacere la trascinante “Polvere”, con un ritornello veramente incalzante e un testo che si ricorda “…lei ha polvere negli occhi, la polvere, le sue mani sull’orlo di un brivido…” dove Nicola Landriscina, forse, da il meglio di sé.






