Niccolò Verrienti - E vissero felici e Verrienti
Niccolò Verrienti, giovane cantautore salentino, per gli amici e non solo semplicemente NicCo, si trasferisce nella capitale dopo essersi fatto le ossa nei vari locali della sua zona natale dove, come spesso accade, passa da una band all’altra spaziando tra vari generi musicali e scopre, forse, quella che sarà la sua strada trovando ispirazione nella tradizione cantautorale italiana.
Dopo diverse esibizioni live e, ricordiamolo, dopo avere ricevuto il "Premio Internazionale Giuseppe Sciacca", ritirato presso la Camera dei Deputati alla presenza nientemeno che del senatore a vita Giulio Andreotti, è dal sodalizio con Francesco Musacco, musicista, fonico, arrangiatore, programmatore e, soprattutto, produttore artistico, che vede la luce “e vissero felici e Verrienti”, il suo primo cd uscito nel febbraio del 2010, preceduto dal singolo “volevo solo dirti”, traccia interessante dove troviamo l’amore fresc
o e impacciato delle prime volte: “volevo solo dirti che sono emozionato, mi fa uno strano effetto essere innamorato”.
L’album, che esibisce un pop ironico e brioso, intento a sostenere pensieri mai scontati, si apre con “bentornata allegria” e, sullo sfondo di questa canzone, l’autore mette in contrasto, tramite rime baciate, la fatica della quotidianità che l’energia giovanile riesce a trasformare in allegria.
Nella traccia “Milano”, c’è un cambio netto, rispetto agli altri brani, in quanto musicalmente si può definire il pezzo più elettrico di questo disco. Il ritmo di questa canzone si addice alla frenesia di una città come Milano, ma l’artista vuole evidenziare che gli amori o l’amore vincono sulla vita scalpitante della città.
Interessante “yuppi yu” brano molto semplice e allegro, ci fa apprezzare Niccolò per la sua simpatia che emerge anche quando tocca alcune corde dell’ironia nel porre l’accento sul fatto che ormai la musica non si vende più come una volta, ma nonostante tutto l’ottimismo trova la sua strada “…ma che mi importa se mi va storta”.
"Il cielo", delicata melodia, introduce versi d’amore, che si arrestano allo spuntare di un infondato sentimento come può essere la gelosia.
Questo disco ci fa apprezzare Niccolò per la sua energia, la sua ironia mai banale, ti invoglia ad ascoltarlo di nuovo, trovando nuovi spunti, inoltre le note di questo giovane autore mi hanno ricordato personalmente lo stile giovanile e vivace di Cesare Cremonini.







