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Home Recensioni musicali Dischi The Wild Boars - A Bottle or a Gun, recensione, nuovo disco, New Model Label - Radioland

The Wild Boars - A Bottle or a GunThe Wild Boars - A Bottle or a Gun. 2010

HoneyChile Music! New Model Label

L’incontro felice di storie diverse, unite dalla passione per la musica Americana , ha reso possibile l’esperienza di The Wild Boars. L’inglese Andy Penington e il bluesman romano Stefano Raggi, entrambi cantanti, hanno dapprima collaborato ai reciproci progetti solisti, poi insieme al chitarrista e produttore Simone Ubezio hanno dato vita alla formazione di The Wild Boars.

E ora, The Wild Boars sono arrivati con il loro primo disco e vogliono conquistare le campagne italiane!

A Bottle or a Gun è un disco inevitabile, la conseguenza di un percorso cristallino, di una biografia impastata di amore per il blues, il southern rock, la west coast come limite fisico dell’immaginario collettivo occidentale. Nella loro musica c’è l’energia del classic rock, la malinconia del country, la solitudine del blues, l’allegria disperata dell’irish folk. Insomma il senso delle questioni  che “devono affrontare gli adulti” sono qui cantate con stile impeccabile e sincero.

E’ inutile attardarsi nelle polemiche buone per la critica “comme il faut”: il rock è ancora vivo? Il blues è ancora proponibile nell’era della tecnologia e dei suoni campionati? La risposta non serve per chi ha orecchie per ascoltare, occhi per vedere senza dover guardare, mente aperta per lasciarsi sorprendere dall’autenticità e dalla pienezza dell’ispirazione.  Il disco gira, il piede batte, la steel guitar fa sanguinare il cuore...

I Wild Boars visitano luoghi, raccontano storie – Your Train,  Do I Have To? - , evocano personaggi – Vigilante, Out of Luck – sul limite sottile tra realtà, fatta di solitudine, guerra, ingiustizia e violenza, e la mitologia della frontiera e degli ampi spazi quale metafora di redenzione e riscatto.

Epigoni di una antica e folta genìa, The Wild Boars vogliono dire la loro popolando la galleria degli eroici figli di un “dio minore”, per i quali non c’è scelta e neppure alternativa. A Bottle or a Gun. Un’alternativa “finta”. Lo spazio ristretto concesso ai perdenti, a quelli che camminano sul lato sbagliato della strada, per i quali però la disillusione non lascia mai campo libero alla perdita di dignità.

Speriamo di poterli intervistare quanto prima per conoscerli più da vicino.

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