Schwefelgelb - Das Ende Vom Kreis
E’ inevitabile, quando si parla di musica elettronica viene in mente, quasi senza rendersi conto, la Germania. E questo è dovuto, molto probabilmente, oltre alla famosa frase contenuta in una canzone di Eugenio Finardi (“le famose porte del cosmo che stanno su in Germania”) alla presenza costante nella scena musicale internazionale di band che hanno fatto la storia del rock, Kraftwerk in testa, ovviamente. E poi mettiamoci pure la intro del nuovo album degli Schwefelgelb, che inevitabilmente non può non portarci alla mente Autobahn, leggendario terzo album della premiata ditta Hutter - Schneider. Qualcuno domanderà, a questo punto, cosa centra il rock con la musica elettronica. Per rispondere al quesito bisogna tenere presente un dato fondamentale, cioè che quello che caratterizza una composizione da un’altra è il cosiddetto arrangiamento consistente, in parole semplici, nell’adattare un brano musicale a strumenti o stili che, per assurdo, possono anche divergere da quelli previsti in origine dall’autore, soprattutto se si suona in una band. Quindi è facile capire che modificando “l’abito” (drum machine e synth piuttosto che chitarre e basso elettrico) la sostanza non cambia. Se è poi vero che la musica pop, per l’elementarità di melodie e testi, risulterebbe tesa a soddisfare la maggior parte dei fruitori di musica leggera, possiamo affermare con sicurezza che l’ultimo lavoro di Schwefelgelb “Das Ende Vom Kreis”, non rientra certo nell’ambito appena descritto.
Questa introduzione serve anche ad evitare la solita confusione generata, come sappiamo, dai ben noti frustrati dal giudizio facile e dalla penna velenosa che hanno la tendenza semplicistica di inserire queste sonorità nel tecno pop, synth pop o elettro pop con l’unico risultato, o forse sarebbe meglio dire intento, di sminuire il lavoro delle band prese, di volta in volta, in considerazione, allontanando possibili, ma distratti, fruitori.
Stiamo parlando di un’opera tutt’altro che semplice o banale, di sicuro non per tutti. E questo a partire proprio dai testi, piuttosto ispirati, che evidenziano una profondità di pensiero non comune. Ecco alcuni estratti:
La fine dal cerchio (Das Ende Vom Kreis)
Nessuno può chiedermi
in quale direzione
stiamo procedendo
Noi cerchiamo solo la fine (l'estremità) del cerchio
sempre più veloce
Come ogni giorno (Wie jeden tag)
Nevica
Come ogni giorno dell'anno
La neve di ieri
Fischia
Come ogni giorno
Il vento
Un canto da ovest
E il fruscio delle foglie
Noi ruotiamo in cerchio
Fiorisce
Come ogni giorno dell'anno
Una seconda primavera
Offusca
Il muro di nebbia
Fino a che tu respiri (Solange du atmest)
Fino a che tu respiri
io so, che ancora si può andare avanti
Fino a che il tuo cuore lotta
io so, che ancora vivi
fino a che tu respiri
io so, che il tempo corre
fino a che il tuo cuore lotta
mi resta ancora un momento.
Pioggia di quarzo rosa (Regen aus rosenquarz)
Gli uomini che costruiscono una fortezza di porcellana
un muro di protezione fatto di cocci contro il pericolo
alla fine arriva la pioggia, pioggia di quarzo rosa
gli uomini confidano nell'acciaio e nel vetro blindato
e costruiscono un monumento del mondo da abbandonare.
Quindi, se apprezzate, oltre naturalmente gli stra-citati e stra-copiati Kraftwerk, tutte quelle band che utilizzano in modo significativo sintetizzatori ed altri strumenti elettronici come veicolo per esprimere la propria creatività, e non come semplici mezzi per realizzare canzoncine e fare hit -single, allora Schwefelgelb fanno per voi e noi vi consigliamo l’ascolto dell’eccellente Das Ende Vom Kreis senza riserve.






