| Indice |
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| UK - USA 1 a 3 |
| Queens of the Stone Age |
| Interpol |
| Editors |
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Ovvero, Nine Inch Nails, Queens of the Stone Age, Interpol ed Editors, metafora calcistica per parlarvi delle quattro novità discografiche recenti per noi più interessanti, in rigoroso ordine geografico.
Le vittorie in trasferta si sa sono sempre una sorpresa, del tutto inattesa in questo caso, in quanto da queste parti si è sempre percepita una privilegiata sintonia emotiva con la musica proveniente dalla terra di Albione.
D’Altronde questo risultato non fa che confermare il fermento della scena musicale americana, che pullula di formazioni completamente prive dei germi della tradizione rock stelle a strisce, ma che hanno la loro forza nella sperimentazione e nell’innovazione.
I Nine Inch Nails con questo “ Year Zero “ da veri estremisti sonori quali sono sempre stati, hanno concepito un album senza compromessi melodici, disorientando anche gli ascoltatori più avvezzi a sonorità eclettiche, con pezzi che in un vero e proprio delirio elettronico fanno del noise, del rumore e dei campionamenti stranianti una frontiera violabile anche ai più.
“Anno Zero” è la colonna sonora ideale del nostro tempo, sprigiona una sensazione di precarietà, situazioni claustrofobiche sempre in bilico tra tensione e violenza si alternano a momenti rilassanti, pochissimi in realtà. Il problema di Trent Reznor, leader assoluto del gruppo, può essere con questo suo nuovo lavoro, quello di aver lanciato la “palla” troppo in avanti per gli standard di “gioco” attuali e quindi rischia di non convincere tutto il pubblico che un opera del genere meriterebbe, ma questo si sa, è il destino come altri nel passato di chi osa sperimentare.






