BLACK AND WHITE (2005).
Questo disco, più lo si ascolta e più regala emozioni! Colpisce ritrovare l’inconfondibile voce di Jim Kerr più di 20 anni dopo il successo di album che hanno lasciato il segno nel sound new wave elettronico degli anni ’80, come “New Gold Dream” e “Sparkle in the Rain”.
In “Black and White” (che guarda caso ha lo stesso titolo di un altro famoso disco del gruppo inglese The Stranglers) appaiono le tipiche sonorità dei tempi d’oro dei Simple Minds, interpretate forse con minore vigore bensì inserite in un contesto di maggiore maturità artistica per niente banale, laddove è palpabile la “sofferenza di vivere” che trapela anche dai testi che esprimono immagini oniriche ed evocative.
Ed ecco pezzi struggenti e intensi come Home, Black and White e Stay Visible, pervasi di pathos sia lirico che strumentale.. E’ notevolmente diverso dai precedenti album della band usciti negli anni più recenti (ma neanche tanto recenti..), dove i prodotti musicali realizzati nel tentativo di cavalcare l’onda delle sonorità del momento, non sono stati però certamente all’altezza delle loro performances anni 80, come invece si è rivelato quest’ultimo disco.
Inoltre aggiungerei che questa prova dei Simple Minds è ancor più apprezzabile specie se paragonata ai risultati (non altrettanto brillanti!) raggiunti negli ultimi lavori di un’altra mitica rock band degli anni 80: gli U2…






