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Subsonica - l'eclissi

Subsonica l'eclissiUn vero raggio di luce nella nostra scena musicale

Quest’articolo è espressamente rivolto a tutti quelli che non ne possono più, di vedere e soprattutto sentire i vari: Ramazzotti, Venditti, Zucchero, Pausini, D’Alessio e mi fermo qui perché comincio a sentirmi male, incensati come i massimi rappresentanti della musica italica.

L’attesissimo album dei Subsonica “L’Eclissi”, a dispetto del suo nome, rappresenta un vero raggio di luce nella nostra asfittica e depressa scena musicale.Il quinto capitolo della serie Subsonica, raggiunge un tale grado di sperimentazione e tecnologia sonora, che non ha nulla da invidiare al cospetto delle band che alimentano l’attuale clima rock internazionale.

Subsonica in concertoSarebbe senz’altro riduttivo eleggere questo disco solo come il migliore uscito in Italia nell’anno ... per chi scrive, è uno tra i lavori più interessanti in assoluto del 2007. L’alchimia sonora che scaturisce dai suoi solchi, ci fa immergere in un mondo colorato di elettronica, dance, techno, rock e in ogni pezzo si percepisce naturale l’amalgama di tutti questi elementi che, si legano indissolubilmente a loro volta con quel gusto per il ritornello, l’arma in più per ogni nostro artista che si rispetti.

Un paese che essenzialmente non ha più memoria storica neanche nella musica, è particolarmente piacevole poter godere di canzoni di tale livello prodotte da un gruppo italiano. “L’Eclissi” è un disco che può vantare una scaletta notevole, interpreta i suoni di oggi in simbiosi con testi che a volte affrontano senza banalizzare un’attualità talvolta scottante. Tematiche che affrontano tra le altre, l’orrore della guerra “Ali Scure”, ci parlano di pedofilia “Cane Nero”, prospettano un disastroso futuro “Alta Voracità” o la pesante convivenza con la camorra “Piombo” dedicato allo scrittore Roberto Saviano. Quest’ultimo pezzo rappresenta perfettamente, a mio giudizio l’essenza dell’album.

La traccia si apre nervosamente, supportata da una possente batteria e da sferzate elettroniche che suonano come un allarme dimenticato, nel ritornello il ritmo assume una cadenza ska, fino all’irrompere nel finale di una chitarra distorta che più rock non si può, con il cantante che recita perentorio:

 

virgolette L’aria è più pesante che mai

quando un fantasma ci ruba l’ossigeno

quando il futuro è solo piombo su questa città

sotto una cupola che sembra la normalità 

l’aria è più pesante che mai

e brucia tanto che manca l’ossigeno

troppi silenzi in quel cemento che già sanguina

troppe speranze nel mirino che ora luccica

 
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