
Alcune tracce mantengono meno di quanto il loro avvincente avvio promette.
Debutto con luci e ombre per l’autoprodotto “Melon Juices”, dal sapore grunge, blues e rock anni 70, il tutto sintetizzato in un disco in cui presumo sono confluite tutti le idee e le esperienze sonore fin qui prodotte dagli Slivers.
Devo dire che, nonostante alcuni ottimi spunti e la buonissima performance di tutti i giovani musicisti, il progetto mi sembra suscettibile di miglioramenti sia sul piano compositivo che degli arrangiamenti.
Questa è ovviamente la mia personale e opinabilissima sensazione, che mi sento di esprimere perché, grazie a internet, oggi è facilmente possibile proporre senza filtri di sorta la propria musica.
E’ quindi fondamentale per un gruppo emergente la segnalazione, dando così la facoltà a chi ne abbia voglia, di giudicare direttamente con le proprie orecchie e sensibilità, e sono perfettamente consapevole che è sempre la soluzione migliore.
Invitandovi a visitare www.myspace.com/slivers1 non evito però di fare il mio sporco lavoro.
Alcune tracce mantengono meno di quanto il loro avvincente avvio promette, è il caso di “Straberry & Potatoes” e “Rock ‘ n’ Roll Heroes”, mentre “Song About All Of Nothing” e “Kill Jimm(y)” meno lunghe e ripetitive avrebbero valorizzato di più le ottime intuizioni del basso e l’eccellente lavoro della chitarra.
Il riuscito omaggio ai CCCP “Affinità e Divergenze ecc..”, lascia immaginare le buone potenzialità di “Sporca” e “Work in progress” se affrontate con un testo in italiano la cui metrica e musicalità non desse la sensazione di una forzata traduzione dall’inglese.
Buona l’apertura grunge del disco con “Turn Around Fire” dotata di un finale psichedelico, la tirata “No Modern Kerouac” e l’interessante strumentale “Alla Ricerca del Groove”, titolo profetico in quanto i ragazzi ci sanno fare e aggiustato il tiro con la loro naturale maturazione, sono convinto risentiremo parlare in termini ben più lusinghieri degli Slivers.






