Ultravox - Edinburgh Playhouse 10 aprile 2009
Return to Eden Tour: Ultravox live (il primo concerto)
Sinceramente non avrei mai pensato di potere un giorno rivedere i veri Ultravox dal vivo, soprattutto dopo che Midge Ure aveva ribadito di non essere più interessato a quel progetto che, ricordiamolo, nacque da un’idea del talentuoso ma egocentrico John Foxx (al quale lo scozzese di Glasgow subentrò nel 1979) e che Billy Currie, il detentore del marchio, per anni aveva, un po’ come il nostro Renzulli dei Litfiba, continuato a sfruttarne il nome ma con una improbabile band e con risultati veramente molto modesti.
Erano circa 24 anni, precisamente dal Live Aid del 1985, che non si esibivano davanti ad un pubblico nella formazione che li vide protagonisti nella prima metà degli anni 80. Ritroviamo così Chris Cross al basso e Synth, Billy Currie al Synth, tastiere, piano e violino, Warren Cann alla batteria e, ovviamente, Midge Ure alla voce e chitarra elettrica.
In realtà dopo i primi 4 dischi della band (Vienna, Rage in Eden, Quartet e Lament) nel 1986, e probabilmente più per motivi contrattuali che per vera ispirazione artistica, uscì quello che viene considerato l’ultimo disco degli Ultravox (U-vox) dove Warren Cann venne sostituito da Mark Brzezicki, allora molto quotato batterista dei Big Country. Ma in questo pur non del tutto disprezzabile disco, il sound della band venne snaturato assomigliando più ad un lavoro di Midge Ure, il quale nel frattempo aveva già intrapreso una, almeno inizialmente, fortunata carriera come solista (è del 1985 il suo hit single If I Was).
Ma veniamo alla grande serata del 10 aprile dove un pubblico numeroso e molto caldo attende con malcelata impazienza l’ingresso dei quattro sul palco del bellissimo teatro della capitale scozzese. L’esibizione viene piacevolmente preceduta, anche per via del non trascurabile aspetto esteriore, da una folk-rock singer (non ricordo il nome…) che si presenta con dei magnifici stivali rossi, accompagnata solo dalla sua chitarra e da una voce veramente apprezzabile. Molti e meritati gli applausi, ma è quando partono le note che introducono la strumentale Astradyne che finalmente veniamo avvolti in quello che sarà il clima della serata, dove la faranno da padroni soprattutto i primi due album, proprio quello che i veri fan si aspettano!
Infatti assisteremo ad un concerto di quasi due ore comprendente sei brani tratti da Vienna, sei da Rage in Eden, tre da Quartet e altrettanti da Lament. A parte la camicia indossata da Midge (sembra veramente una moquette!) tutto si svolge alla perfezione, con le dovute ovazioni all’indirizzo di Billy Currie quando imbraccia il suo straordinario violino elettrico, la luce bianca che avvolge Midge Ure nell’appassionata interpretazione della leggendaria Vienna, il suono inconfondibile della batteria accessoriata di Warren Cann, i giri di basso e i controcanti di Chris Cross. Sembra incredibile ma è tutto vero! I quattro sembrano veramente molto gratificati della risposta del pubblico, forse non se lo aspettavano nemmeno loro così numeroso ed entusiasta, soprattutto durante pezzi come Hymn, One Small Day, Dancing With Tears in My Eyes, I Remember (Death in the Afternoon) e l’epica The Voice. Dal punto di vista tecnico sono veramente eccellenti le esecuzioni dei brani dove l’utilizzo di strumenti elettronici è predominante, come Mr X (con Warren Cann alla voce), Rage in Eden, The Thin Wall e Astradyne, praticamente impeccabili. Si nota con piacere che Midge Ure con la sua voce cristallina è sempre all’altezza della situazione quando canta e, nonostante nel corso degli anni abbia più volte messo mani nelle più note canzoni degli Ultravox, come lui stesso ammette, con la band è tutta un’altra cosa! Peccato che, dopo la conclusione con i quattro impegnati ai tamburi in un finale pirot
ecnico, al rientro ci aspettiamo New Europeans o Man of Two Worlds, ma dobbiamo accontentarci solo di Sleepwalk prima dei saluti.
Ma va bene anche così!
Bisogna precisare che l’idea di riprendere il filo di un discorso interrotto molti anni prima non è loro ma del manager Chris O'Donnell che propone la reunion tramite una mail nella quale, peraltro, viene messo in chiaro che la risposta negativa anche di uno solo avrebbe fatto saltare l'intero progetto. La decisione viene presa quando Midge Ure e Billy Currie (al pianoforte) si ritrovano insieme in una trasmissione radiofonica ad eseguire una versione acustica di Vienna e il pubblico sembra molto più interessato alla vicenda di quanto non si potesse immaginare!
Anche perché gli Ultravox, almeno per il periodo successivo a John Foxx, non hanno mai ricevuto lodi da parte della cosiddetta “critica specializzata” che, per chi non lo sapesse, è composta da quelli che ci dicono cosa è valido e cosa no, cosa merita e cosa non merita perché “loro sanno” e, per questo motivo, si ergono a giudici crudeli e impietosi. E, pensate, fanno tutto questo per il nostro bene! Si sa, noi non siamo in grado di valutare in maniera autonoma e quindi, come pecorelle smarrite, abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci dica cosa fare, cosa guardare, cosa e chi votare e, nella fattispecie considerata, cosa ascoltare. Come avremmo fatto senza le varie riviste cosiddette specializzate (???) che, nel corso degli anni, ci hanno indirizzati verso quella o quell’altra band salvandoci da ascolti e, ancora peggio, acquisti improbabili?
Se avessi dato ascolto a chi non è in grado di distinguere la forma dalla sostanza, chi da etichette (synthpop, elettropop, cip e ciop ecc.) per potere definire ciò che non è in grado di comprendere, chi non ha mai partecipato alla realizzazione di una canzone ma, con arroganza intollerabile, si permette di giudicare il lavoro fatto da altri, non avrei mai avuto la fortuna di potere apprezzare il sound di questa straordinaria band inglese e, di conseguenza, mi sarei perso questa fantastica serata edimburghese.
Scaletta:
Astradyne
Reap the Wild Wind
Passing Stranger
We Stand Alone
Mr X
Visions in Blue
The Thin Wall
I Remember (Death in the Afternoon)
Rage in Eden
Lament
One Small Day
All Stood Still
Your Name (Has Slipped My Mind Again)
Vienna
Hymn
Dancing With Tears in My Eyes
The Voice
Sleepwalk






