L'altra faccia di Napoli
Janus è il titolo del nuovo disco degli Spakka-Neapolis 55, band partenopea già molto nota, anche a livello internazionale (e molto apprezzata pure da Peter Gabriel che l’invitò a suonare in più di uno dei suoi concerti in Italia), fondata una decina di anni fa - e originariamente chiamata Spaccanapoli - da Antonio Fraioli e Monica Pinto, l’eccellente vocalist del gruppo.
La doppia faccia appartenente al dio Giano (che dà appunto il titolo al disco), questa antica divinità dai due volti contrapposti, che era anche il dio del passaggio - e dell’inizio del 1° mese dell’anno (Ianuarius) - rappresenta un po’ il fil rouge di questo lavoro discografico di notevole spessore e qualità. Intenso e vibrante dall’inizio alla fine, ma al tempo stesso arioso e leggero come un risata giovane, è un vero prodotto di esportazione; un D.O.C. made in Italy, anzi made in Naple di tutto rispetto e di cui essere orgogliosi.
Un disco che affronta tematiche e ingiustizie sociali insieme a temi più intimi come l’amore e il corteggiamento, magari quello di una volta, che si esplicitava nel ballo. Del resto la vita stessa è così...Qualche volta si scende, qualche altra si sale (proprio come nella giostra); qualche volta si vince ma spesso si perde. Del resto la vita stessa è così...Gli Spakka-Neapolis bene interpretano le due facce della medaglia: tradizione e modernità insite nella cultura partenopea ma anche in quella italiana tutta.
Antico e moderno non sono infatti concetti contrapposti, bensì si affrontano reciprocamente in rapporto dialettico. Proprio come vengono considerati nel lavoro della nostra band.
Napoli non è solo camorra, solo Scampia, solo immondezza…così la Napoli plebea, arrabbiata e socialmente martoriata, viene ben ritratta in brani come “Scampia”, “Canzone precaria”, “A’riffa”.
Il suono magico di violini, mandolini, armoniche, flauti (ma anche arpa e oboe) ci trasporta in atmosfere fiabesche da Mille e una notte, contaminate da sonorità arabeggianti che si sposano a meraviglia con gli ostinati ritmici di tamburi e tamburelli della tarantella napoletana. Da Janus si sprigionano, dunque, tutto il calore e il colore irresistibili della musica mediterranea: dalla piacevole pizzica “Uellì Uellà” alla ballabile tarantella “Ahi lu core meu” che ci riportano indietro nel tempo, alle più antiche origini della tradizione della musica popolare e della canzone vernacolare, in particolare quella napoletana. Il disco è infatti una perfetta trasposizione e interpretazione in chiave moderna di questa tradizione aulica della canzone napoletana (che risale addirittura al XIII secolo). Il risultato è un disco elevato alla potenza, che ne disvela tutti i suoi aspetti poliedrici e multiformi. Curato nei minimi dettagli, sia vocali che strumentali, e interpretato in maniera magistrale da tutti i musicisti, è rifinito dalla voce cristallina e nitida della cantante. La molteplicità degli strumenti enfatizza e arricchisce la sarabanda composita dei suoni. Gli Spakka-Neapolis 55 ci regalano delle “chicche” di perfezione come “N’atu sole”, brano altamente suggestivo e coronato dalla voce ammaliante di Alim Qasimov (importante musicista dell’Azerbaijian), o “Poco è ‘o tempo” interpretata dal maestro Nando Citarella, o come il melodico e sensuale “Lu ruciu de lu mare”. Brani che evocano, a chi ascolta, possibili ricognizioni ancestrali, e che fanno volare alto, in una sorta di ebbrezza dionisiaca.
Il CD è quindi un sorta di onda lunga dalla quale farsi sommergere volentieri. Il ritmo trascinante delle canzoni diventa quasi un imperativo categorico (ad esempio nella ballata “Ahi lu core meu” o in “A’giostra”), una specie di foia frenetica – quella della pizzica e della taranta – alla quale ci si può solo arrendere senza condizioni. E la musica si trasforma in un agone di suoni e suggestioni senza fine, dove non esistono vittorie ma neppure esultanze.
Bisogna solo lasciarsi andare e farsi trasportare per tutte le tredici tracce del disco. E così tutto può accadere! O almeno quello che riusciamo ad immaginare ascoltando questo esaltante lavoro di Spakka-Neapolis 55.
Vadi anche Spakka-Neapolis 55 su Myspace






