L’esatto opposto del rock educato e rassicurante che va per la maggiore e si può ascoltare come sottofondo anche nei supermercati.
La stragrande maggioranza dei musicisti italiani sembra vivere un momento che sa di stantio, poca qualità e soprattutto poco coraggio nello sperimentare. Almeno quelli ufficiali, cioè quelli che hanno la possibilità di essere visibili al grande pubblico che, stordito da questa imperante mediocrità sonora, risulta essere sempre più superficiale e con meno voglia di scovare quel poco di buono che bolle in pentola.
Ma, almeno nel nostro piccolo, a giudicare dalla quantità e qualità delle proposte che ci pervengono, demo e autoproduzioni, siamo testimoni dell’esistenza di un grande ed interessante fermento musicale alternativo sotterraneo che spinge per uscire dal sommerso.
D’altronde, come diceva il saggio !!, finché ci saranno dei ragazzi disposti a maltrattare le loro chitarre e a picchiare sui loro tamburi in una umida cantina il futuro del rock ha qualche speranza.
Margaret Lee, un solitario giovane rocker, di coraggio ne ha da vendere, preferisce non dividere con altri l’affitto della cantina e lasciarsi la possibilità di sperimentare sia a livello sonoro sia di testi senza mediazioni di sorta.
Il suo disco “ E Gli Uomini Vollero Piuttosto Le Tenebre Che La Luce “ è caratterizzato da nove canzoni che sembrano cucite addosso all’autore.
Nove sonori pugni allo stomaco, dove oltre alla scarna presenza della batteria presente in solo due brani e nella traccia fantasma e da sporadici stacchi freddi e industrial con il synth, l’opera è composta dalla sola chitarra distorta e dalla voce ora urlata ora più rilassata, che declama testi da cui traspare una urgenza espressiva non più rimandabile.
Il disco essenzialmente rock risulta essere un lavoro irriverente e disturbato, il cui ascolto può indurre all’intima sensazione che è nei meandri più reconditi del proprio io che vanno ricercati i motivi di quel disagio e quella rabbia che a volte ci pervade, e finalmente sputarli fuori.
L’esatto opposto del rock educato e rassicurante che va per la maggiore e si può ascoltare come sottofondo anche nei supermercati.
Invitandovi ad entrare nel mondo di Margaret Lee semplicemente cliccando su www.myspace.com/giacomomarighelli devo anche sinceramente confessare che, nonostante ripetuti ascolti, non ho ancora capito se il disco mi piace o no, ma di una cosa sono assolutamente sicuro, che la nostra malridotta penisola sonora ha un disperato bisogno di personaggi come lui.



