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Mario Cottarelli - Prodigiosa macchina

Mario Cottarelli Prodigiosa macchina di Mario Cottarelli è un disco che può suscitare qualche perplessità ad un primo ascolto, sebbene si riconoscano sin dalle prime note le tipiche sonorità del rock progressive anni ’70: da quello stentoreo degli ‘storici’ Genesis a quello più lieve di Mike Oldfield, da quello nostrano del Banco di Mutuo Soccorso e della PFM a quello più introspettivo di Alan Sorrenti.

Il prodotto, infatti, potrebbe apparire un po’ scontato e fuori tempo e contesto, dato che il disco viene pubblicato nel 2007, ma non se si considera che i brani sono stati composti a metà anni ’70 e che solo in anni molto più recenti Cottarelli ha deciso di rimaneggiare i testi e riarrangiare le musiche, arricchendoli così della sua esperienza sia personale che artistica.

Negli anni ’80 e ’90, invece, ha scritto e arrangiato musiche nell’ambito della dance e della musica da ballo.

Questo cd è costituito da tre tracce che rappresentano tre sezioni di un continuum senza soluzione di continuità, un monolito che bene esprime però la complessità e la poliedricità di quella ‘prodigiosa macchina’ che è il nostro cervello, nonché il corpo umano nel suo insieme.

Il disco è il risultato di un grande e solido progetto, complesso e ragionato, dove sembra che nessun suono né alcunché di altro venga lasciato al caso, e configurato in maniera solipsistica in quanto il Nostro ha fatto tutto da solo: parole, musica e arrangiamenti.

Il primo brano - che dura quasi 22 minuti e dà il tiolo al cd - quello più elaborato e rappresentativo del disco, è caratterizzato da continue variazioni, talvolta repentine, sia ritmiche che melodiche che denotano l’abilità del musicista di passare agevolmente da uno stile all’altro secondo piani giustapposti. Linee melodiche orecchiabili si alternano a più controllate sonorità elettroniche: dalla musica classica a quella organistica da chiesa, dalla marcia alla ninna-nanna, dal pop elettrico alla musica d’atmosfera della new age o dell’ambient. Ed è bello farsi trasportare da tale moltitudine sonora che, proprio per questo suo divenire e trasformarsi, non annoia mai.

Il terzo brano, solo strumentale, “I cori della via Lattea” è eseguito con suoni vigorosi e mistici di un organo computerizzato che ci trasportano indietro nel tempo attraverso suggestive e inquietanti atmosfere.

I testi, decisamente originali, dei brani “Prodigiosa macchina” e “Il pensiero dominante” non hanno la convenzionale struttura strofica con ritornello, sono allegorici, ironici, didascalici e il messaggio che proviene è essenziale, netto ma senza mai alcun intento polemico. Quello dell’autore è uno spirito critico che sorride compostamente e tenta di aprirci gli occhi mettendoci in guardia dall’imbarbarimento culturale, dalla massificazione del pensiero e dall’appiattimento dei gusti. Sono testi da leggere con attenzione e che inducono a riflettere.

Mario Cottarelli è una voce fuori dal coro che coraggiosamente ci ammonisce, ma senza acrimonia o supponenza, per scardinare le “nozionistiche certezze” “dell’intellettuale di oggigiorno” e renderle problematiche, affinché possano assumere ruolo e coscienza di razionalità; come il concetto socratico di “quello che sa di non sapere”.

E a proposito di voce, l’utilizzo in modo ‘pieno’ della voce che ne esalta le tonalità più basse, evidenzia le sue notevoli capacità interpretative.

Un po’ artatamente, forse, il lavoro di Cottarelli mi fa venire in mente la sobrietà dei madrigali d’altri tempi, e non solo perché questi rappresentavano una “musica reservata”, destinata cioè a pochi eletti ascoltatori, ma soprattutto per la raffinatezza dei testi (poetici) e per l’elaborazione e l’impegno dell’espressione musicale che li caratterizzava.

Ovviamente sono trascorsi secoli e il quadro storico-politico è ben mutato, ma Cottarelli ‘esperisce’ la musica in modo analogo. E’ come se dentro la sua musica il tempo non fosse mai trascorso, o meglio come se la sua musica lo avesse sospeso, ed avesse proiettato il passato e il presente in un futuro nostalgico che ci innamora.

Vedi anche Mario Cottarelli su Myspace