...e non è certo per caso che i mitici Brendan Perry e Peter Ulrich, rispettivamente cantante chitarrista e percussionista dei Dead Can Dance, partecipino attivamente alla riuscita di questo incantevole album.
Forse è anche troppo presto per dirlo, ma questo 2009 si sta rivelando nei suoi ultimi mesi, per quanto riguarda la produzione discografica, davvero ricco e interessante.
Posso tranquillamente elencare una serie di album per me di indubbio valore , editi recentemente.
Come Il disco dei Twilight Sad “Forget The Night Ahead”, monolitica opera seconda davvero interessante di questo gruppo scozzese in ascesa...
...le ottime conferme, se mai ce ne fosse stato bisogno, dei Muse “The Resistance” e Placebo “Battle For The Sun”, il perentorio e marziale “Liebe Ist Fur Alle Da” degli immarcescibili Rammstein, in linea con il loro inconfondibile e inimitabile metal sound.
Continuando a saltare fra opposti generi musicali, rispettando sempre criteri di alta qualità, davvero sorprendente “In This Light And On This Evening” terzo album degli Editors, che con un vero e proprio colpo di scena, cambiano completamente registro, mettendo da parte le loro chitarre per proporre sonorità elettroniche e dance in cui sono i synth a farla da padrone in puro stile anni 80.
Ed infine il monumentale “Ovation” la cui potenza espressiva, al paio del suo predecessore “Part Monster” permette di affermare la grandezza e l’unicità dei Piano Magic all’interno della scena musicale mondiale.
Un opera che lascerà un segno indelebile fra tutti quelli che amano le sonorità 4AD, e non è certo per caso che i mitici Brendan Perry e Peter Ulrich, rispettivamente cantante chitarrista e percussionista dei Dead Can Dance, partecipino attivamente alla riuscita di questo incantevole album.
L’alchimia sonora dell’album, essenzialmente dark, emana un fascino misterioso, il suo disegno ritmico arricchito da delle ossessive percussioni esaltano ancora di più, le composizioni di Glen Johnson, frontman e autore di tutti i pezzi del gruppo.
“Ovation” opera fondamentalmente barocca, conferma l’elevata creatività attuale della band, e riesce lungo tutto il suo affascinante percorso a toccare le corde giuste della nostra emotività.
Inoltre le due ballate estremamente romantiche, interpretate magistralmente da Brendan Perry, “The Nightmare Goes On” e “You Never Loved This City” soprattutto la seconda l’apice di tutto il lavoro, si inseriscono naturalmente e in modo arioso nella tipica atmosfera sonora dei Piano Magic.
La sensazione che trasmette l’ascolto di ogni singolo episodio dei Piano Magic, oltre alla purezza e il disincanto, è la loro assoluta capacità in ambito sonoro, di intraprendere magicamente con questi risultati, una propria personale strada infischiandosene completamente dei contesti.




