Sogni di gioventù
"Alla band nel rifugio" diceva la nota scarabocchiata a matita; "Amiamo la vostra musica e amiamo voi. Perché non imboccate la professione? Siete bravi abbastanza".
Quasi due decenni dopo aver scritto quelle parole in un giorno di primavera del 1975, le tre studentesse firmatarie - che si ritrovarono davanti al piccolo rifugio degli Scout di Shalford, nei pressi di Guilford, nel Surrey, dove il pullman che trasportava la comitiva di cui facevano parte si era fermato per un picnic - ricordano a pena il loro gesto, e non hanno mai saputo che cosa ne sia stato dei loro "idoli per un giorno".
"Il gruppo nel rifugio" comunque, ricorda la situazione con molta nettezza. D'altra parte, quelle parole furono il primo messaggio di un fan. E sebbene chiunque nel gruppo disdegnasse di ammettere di sentirsi lusingato da quelle parole, a guardare gli eventi in retrospettiva nessuno di loro poteva fare a meno di ammirare l'intuito delle tre ragazzine, proprio quando il resto del mondo sembrava rifiutare tutto quello di cui essi in qualche modo erano portatori.





E’ difficile, per chi come il sottoscritto ha amato i Chameleons fin dagli esordi, parlarne obbiettivamente, ma è davvero inspiegabile il perché non abbiano avuto l’ampio successo che avrebbero senz’altro meritato. La band, considerata seminale da molti artisti oggi in voga, ha sempre avuto un attento riconoscimento da parte della critica specializzata.
Questi versi tratti da “La terra desolata” di Thomas Stearns Eliot dedicati al mese in cui il riaffiorare di quelle sensazioni che, assopite dall’inverno, paiono ingannevolmente risvegliarsi con l’arrivo della primavera (la vita che fiorisce di nuovo), evidenziano le contraddizioni dell’esistenza e sembrano adattarsi particolarmente a quel 26 aprile del 1999, giorno in cui l’artefice del
Il Secondo Rinascimento di Firenze si ebbe negli 80 e suonava distorto e amplificato. In quegli anni nella città di Dante e di Michelangelo nascevano le prime etichette indipendenti come Kindergarten Records, IRA, Industrie Discografiche Lacerba, Contempo Records, e se ne affermano alcune destinate a fare storia, come la “Materiali Sonori” dei fratelli Bigazzi, ognuna di queste con le proprie peculiarità, tutte attive alla promozione delle nuove sonorità che nel capoluogo toscano stavano nascendo.