La scena musicale fiorentina
C’è chi la chiama “The Florence Experience”.
Il Secondo Rinascimento di Firenze si ebbe negli 80 e suonava distorto e amplificato. In quegli anni nella città di Dante e di Michelangelo nascevano le prime etichette indipendenti come Kindergarten Records, IRA, Industrie Discografiche Lacerba, Contempo Records, e se ne affermano alcune destinate a fare storia, come la “Materiali Sonori” dei fratelli Bigazzi, ognuna di queste con le proprie peculiarità, tutte attive alla promozione delle nuove sonorità che nel capoluogo toscano stavano nascendo.
Contemporaneamente sbocciavano emittenti radiofoniche attente alle novità musicali, risultando di tale impatto da sopravvivere, in alcuni casi, fino ad oggi. C’era la fondamentale Controradio, poi Radio One, Radio Fiesole, LadyRadio e persino Radio Centofiori, nata rossa comunista e diventata presto preziosissima fonte di informazioni rock nonché diffusore di Patti Smith, Clash, Peter Gabriel e colleghi.
In quegli anni il punk era già moribondo in Inghilterra e dalle tenebre saliva alla ribalta la New Wave. Ma in Italia si sa, le cose arrivano sempre un po’ in ritardo e un po’ filtrate, quindi i due movimenti si fusero dando origine a un risultato inaspettato; se per il punk inglese possiamo individuare storicamente due gruppi principali, cioè Sex Pistols e Clash, più le Slits magari, unica formazione che a detta di Joe Strummer fosse in grado di competere con le prime due, per la scena fiorentina possiamo indicare i Litfiba e i Diaframma e i Neon, quest’ultimi meno famosi fuori dalle mura cittadine ma riconosciutissimi da entrambe le sponde dell’Arno.
Queste band hanno avuto la peculiarità di non appropriarsi delle invenzioni estere e renderle caserecce per il pubblico italiano, bensì hanno interpretato l’aria d’oltralpe e con sonorità misconosciute fino ad ora in terra tricolore hanno cantato in italiano l’elegia di una ribellione tardiva. Il punk a Firenze entrò simbolicamente nel ‘79 con la cresta di Federico Renzulli, al tempo in cui Firenze era musicalmente in coma dal tempo dei menestrelli: nessun luogo di ritrovo, nessun locale dove suonare, niente di niente.
La soluzione per sfuggire alla noia era solo una: formare un complesso
Così nel 1980 nacquero i Litfiba, dal telex "L"(sigla di chiamata),"IT" (Italia), "FI" (Firenze), "BA" (via de' Bardi, al 32, provava la band). Erano Federico Renzulli alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Sandro Dotta alla chitarra solista e Francesco Calamai alla batteria, inizialmente senza una voce. Poi arrivò un certo Piero Pelù, si aggrappò al microfono e, assestatasi la formazione, venne pubblicato dall’IRA Desaparecido, anacronistico e nostalgico considerato il mutamento di clima europeo, ma non per questo meno straordinario.
I fiorentini erano pronti ad accogliere questa pietra miliare del rock italiano dal momento che un anno prima erano stati i Diaframma a spianare la strada pubblicando Siberia, disco altrettanto fondamentale, new wave di una bellezza struggente: quella che prima era una cover-band dei Joy Division, diventa, grazie al carisma del leader Federico Fiumani, un gruppo post-punk intriso di poesia. Proprio quell’anno, nel luglio dell’84 precisamente, accade qualcosa di storico per Firenze, qualcosa che nemmeno ai tempi degli screzi tra guelfi e ghibellini si era mai visto: L’Indipendent Music Meeting, che faceva suonare in un unico evento i tre più eloquenti gruppi fiorentini: Litfiba, Diaframma e Neon.
Il luogo, fucina del rock indipendente, gremito di rockers fra l’altro, era il Motovelodromo delle Cascine, il cui nome una volta imparato a pronunciare lascia facilmente confessare che qui avevano suonato degli “stranieri” non esattamente di secondo piano, tipo New Order, Joe Strummer e Residents, per dirne tre a caso. Dopo Litfiba 3 e il live-album Pirata, che chiudono la “Triologia del Potere”, detta così perché contestatrice dell’autorità, la formazione cambierà ancora. Piero e Federico sono effettivamente le due menti e le due anime del gruppo ma nel corso degli anni, conclusa con “Mondi Sommersi” (niente di più lontano dall’album d’esordio) la tetralogia dedicata ai quattro elementi, queste anime vengono vendute al diavolo. La svolta commerciale tradisce molti fan, tant’è che ad un certo punto Pelù decide di prendere la sua strada e fare danni al rock per conto suo, mentre Renzulli, proprietario legale del marchio Litfiba, continua a tenere in piedi disperatamente un gruppo che cambia continuamente i propri componenti e esplorare nuovi registri senza scoprire niente di nuovo.
I Diaframma invece, a differenza di coloro che hanno tradito il loro spirito di “eroi nel vento”, rimarranno sempre una band di ottima qualità addirittura affinando nel tempo il proprio lirismo (nel ’95 vincono anche il premio Ciampi, mentre più o meno contemporaneamente Pelù e Renzulli intrattenevano i fan cantando una stramba versione di Anarchy in UK, diventata Anarchia in Europa, visibile e risibile su You Tube).
Attualmente il rock a Firenze non è scomparso, anzi, è vivo e vivace. Fin dal 1983 esiste il laboratorio musicale periferico, un centro didattico musicale ben lontano dai conservatori, una sorta di “scuola di rock” (ma vengono approfonditi anche altri generi) Gli Ariazero, gruppo che anima l’attuale scena fiorentina, conta membri formatisi in questo laboratorio. Anche dal punto di vista live Firenze si può considerare non assopita: nel maggio del 2007 si sono esibiti nel corso di “Fiesta Rock” all’Ippodromo le Mulina la vecchia guardia sempre arzilla, cioè Diaframma e Neon (dal vivo dopo 20 anni d’assenza con la line-up originale) e i maggiori esponenti di quello che ora è l’espressione fiorentina, ovvero i Malfunk, con l’evidente bisogno di creare una continuità tra il vecchio (relativamente) e il nuovo. Fisicamente, ci sono il Mandela Forum e il Saschall dedicati ai concerti rock, mentre la rassegna annuale “Musica dei Popoli” è ospitata dell’Auditorium FLOG. Come se non bastasse ogni anno nel capoluogo toscano anno si tiene il Rock Contest, il più importante concorso italiano per gruppi emergenti che ha registrato un enorme incremento di partecipazioni, visto l’attenzione che hanno ricevuto i vincitori delle scorse edizioni. Inoltre dal 2008 Arezzo Wave, importante festival musicale, si verrà tenuto a Firenze, chiamandosi Italia Wave.
Magari non sarà un Terzo Rinascimento per Firenze, ma una cosa è certa: La Florence Experience non è finita.






