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Home Retrospettive I dannati del rock
I dannati del rock

Gil Scott-Heron "Angel Dust" ovvero oltre la musica

27maggio 2011 - Gil Scott- Heron, poeta, scrittore, musicista e cantante se n’è andato inseguendo i suoi fantasmi e i suoi incubi, ma ci ha lasciato i suoi sogni, segni dei tanti anni di esperienza e di vita artistica.

Un piccolo omaggio a una grande persona.

La poesia è il jazz della letteratura e il jazz è la poesia della musica

Gil Scott-Heron.

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Ian Curtis: Si può vivere in un mondo a se.

Ogni momento della vita ha un proprio suono e provoca una musica che ne colora gli spazi e scandisce il tempo.

La musica dei Joy Division è la perfetta colonna sonora dei momenti in cui il malessere prevale e la vita sembra allontanarsi inesorabilmente.

Il 18 maggio del 1980, il cantante e autore dei testi del gruppo, Ian Curtis, una persona timida e schiva, si toglie la vita all’età di ventitre anni.

Per alcune cronache giornalistiche del tempo, era depresso per il fallimento di un amore.

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Syd Barrett

Syd Barrett: Per il cantato dei singoli brani Syd ricorreva a foglietti.

Praticamente tutti conosciamo i Pink Floyd, ma quanti di noi sanno chi era Syd Barrett, chitarrista e cantante, fondatore della band nonché primo leader della formazione.

Possiamo tranquillamente affermare che Syd era i Pink Floyd, compose testi e musica dei primi singoli e l’originale  fantasioso  disco d’esordio The Piper at the Gates of Dawn con il suo sound lisergico.

Fu sua l’idea anche dei primi Light Show novità assoluta per quel tempo e la trionfale accoglienza della stampa specializzata riconobbe il gruppo come apripista della  psichedelia inglese.

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Rozz Williams

Rozz Williams (1963-1998)

Roger Alan Painter figlio di una famiglia protestante battista cresciuto a pane e religione, diventa per il mondo Rozz Williams.

“Era un fantastico, eccentrico genio, dallo spirito molto arguto e una miriade di contraddizioni. Estremamente intelligente, molto divertente, timido al limite del dolore, totalmente in controllo ed alla guida nella musica su un palco, ma quasi incapace perfino nell’andare a comprare un pacchetto di sigarette, gentile artistico e fragile”.

Così, lo ricordava in una recente intervista Constance Redgrave ex bassista dei Christian Death all’epoca del monumentale “Catastroph ballet” secondo disco dello storico gruppo americano.

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Rimbaud Rocks: Maledetto

Arthur RimbaudMaledetto è l’aggettivo che svela il collegamento tra rock’n roll e la boheme. Già la beat generation aveva attinto a piene mani dall’opera dei maudits e dopo di loro i poeti-rockstar hanno guardato ad entrambi; eppure questa roba, queste immagini, questa attitudine, è tutta ancora valida, sempre bollente, mai totalmente innocua. C’è poco da fare; nessun accademico, pur inserendolo nelle antologie scolastiche, riuscirà mai a ripulire la reputazione di Arthur Rimbaud, che era un ribelle, un fuggitivo, uno scapestrato, in breve una canaglia, come lo definisce già nel titolo il saggio di Benjamin Fondane (recentemente tradotto da Le Nubi).

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