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Tutto sulla Cina

chinaUltimamente non si fa che parlare di Cina.  Anche la nostra Redazione ha ritenuto di realizzare uno spazio per tale argomento, visto però in un’ottica open & free-minded. A partire dalla fine degli anni Settanta del XX secolo la Cina è in preda a una vera e propria febbre culturale: soprattutto i giovani, gli artisti e gli intellettuali riscoprono la voglia di esprimersi e di sperimentare nuovi linguaggi. Nascono i primi movimenti della nuova letteratura, la cosiddetta letteratura del nuovo periodo e poi gradualmente anche gli altri linguaggi si liberano delle scorie dell'ideologia maoista e di qualsiasi tipo di linguaggio ingessato nello stile maoista. Era stato lo stesso Mao che aveva pronunciato i "Discorsi sull'Arte e la letteratura" in cui dettava, letteralmente, agli artisti e agli intellettuali un definitivo decalogo della "Forma e dei Contenuti dell'Arte Socialista".

E’ difficile per un occidentale capire quanto questo dictat abbia bloccato qualsiasi tipo di creatività nella patria asiatica del socialismo reale, impedendo ogni forma di sperimentazione linguistica. In ogni tipo di linguaggio, dal giornalismo al saggio fino alla poesia, e anche in altre espressioni artistiche come la pittura o la scultura veniva di volta in volta proposto uno stereotipo dal quale era proibito allontanarsi. E’ per questo motivo che, dalla fine degli anni settanta, quantomeno dal nostro punto di vista occidentale, i primi tentativi di sperimentazione letteraria e artistica, appaiono timidi e incerti.



Terra gialla di Chen Kaige

Terra gialla

Terra giallaIl primo film in assoluto che inaugura questa nuova stagione è Terra gialla di Chen Kaige del 1984. Il film è un vero capolavoro che tesse una sorta di Elegia del Fiume Giallo, preannunciando quell'agonia del Grande Fiume. La storia, molto semplice, narra di un volenteroso soldato inviato nel '37 nella desolata regione occidentale dello Shaanxi per raccogliere ballate e filastrocche delle popolazioni che abitano sulle rive del Grande Fiume, allo scopo di creare una raccolta di opere popolari così come richiedeva il Partito.

La povertà, gli usi e costumi ancestrali, dal matrimonio contadino imposto alla ragazzina, nella cui casa egli va a vivere, alla desolazione dei luoghi, sono l'immagine di una rivoluzione fallita. Poi avviene la fuga della piccola protagonista che, per sottrarsi a un matrimonio imposto, si allontana nella notte, su una piccola imbarcazione, per raggiungere la mitica Yan'an dove le donne sono libere e soldatesse, ma trova la morte sul fiume. La forza del film sta proprio nell'utilizzare un discorso propagandistico rovesciandone il messaggio pedagogico: le immagini diventano così la denuncia dell'inganno rivoluzionario.

 

 

 

 

Le arti visive

Mao popola i sogni pop di artisti come Li Shan

Dali Mao Marilynche lo ritrae su fondi porpora della sua Serie Rossa, giovane soldatino, dai tratti femminei e dal fiore in bocca, o con il viso completamente coperto da un fiore violetto, che rimandano immediatamente al Mao-Marilyn pop del grande Andy Wahrol.

I principali temi affrontati dai primi pittori degli anni Ottanta sono solitudine, alienazione e allucinazione. Dimensione, questa, che viene sperimentata da un'estetica prima iperrealista e poi pop.

L’ossessione della “famiglia socialista” esplode dalle tele di Liu Wei che distorce tratti e corpi in un delirio surreale che rammenta i volti deformi di un Soutine, fino ai corpi squartati di Francis Bacon.

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Rock e nuove generazioni

I nichilisti affollano le strade di Pechino e Shanghai

cd nichilisti cui jianconsumando i loro giorni tra cantine fumose, sordidi garage e vecchie comuni abbandonate, in cui cominciano a "creare" musica, quadri, romanzi, opere multimediali e spesso si riconoscono solo nel branco a cui appartengono: sono i liumang ( teppisti) che diventeranno i nuovi antieroi delle storie metropolitane.

Questa vitalità e quest'eclettismo, si manifestano anche in un cinema underground, metropolitano e trasgressivo, che concede molto poco allo spettatore e che è intimamente ...

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Musica, cinema e televisione

Tian'anmen è stata la risposta arcigna e definitiva della classe dirigente

Il fiume gialloGli anni Ottanta sono stati il decennio di maggiore libertà espressiva del periodo post-maoista, anni nei quali gli intellettuali e gli artisti si sono illusi di aver finalmente conquistato quella libertà che avevano vagheggiato e sognato già nei primi anni del Novecento. Nel 1988 viene trasmessa dalla CCTV (Chinese Central Television) una serie televisiva dal titolo emblematico L'elegia del Fiume Giallo che smuove dal profondo gli archetipi fondativi della "Grande Civiltà Cinese". In seguito, degli sceneggiatori telvisivi, attaccano l'altro archetipo della millenaria "civiltà gialla", il Drago e la Grande Muraglia, tutti simboli, a loro avviso, dell'immobilismo e della chiusura, visualizzati nell'aridità della "terra gialla" bagnata dal grande fiume.

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