Angelica Remi intervista H.Huang esponente del partito comunista cinese
Mi stupì subito il suo accento italiano quasi perfetto, e la sua statura decisamente alta rispetto alla media della popolazione cinese.
Mi faccio portare da un taxi nel quartier generale sede del partito comunista: quando l’autista legge l’indirizzo (scritto in cinese perché i tassisti a Pechino non conoscono l’inglese) i suoi occhi si illuminano di una luce più intensa che fa trasparire rispetto e ammirazione nei miei confronti…



Tutto sulla Cina
Ultimamente non si fa che parlare di Cina. Anche la nostra Redazione ha ritenuto di realizzare uno spazio per tale argomento, visto però in un’ottica open & free-minded. A partire dalla fine degli anni Settanta del XX secolo la Cina è in preda a una vera e propria febbre culturale: soprattutto i giovani, gli artisti e gli intellettuali riscoprono la voglia di esprimersi e di sperimentare nuovi linguaggi. Nascono i primi movimenti della nuova letteratura, la cosiddetta letteratura del nuovo periodo e poi gradualmente anche gli altri linguaggi si liberano delle scorie dell'ideologia maoista e di qualsiasi tipo di linguaggio ingessato nello stile maoista. Era stato lo stesso Mao che aveva pronunciato i "Discorsi sull'Arte e la letteratura" in cui dettava, letteralmente, agli artisti e agli intellettuali un definitivo decalogo della "Forma e dei Contenuti dell'Arte Socialista".

