Le prime innovazioni linguistiche e stilistiche partono proprio dalle donne.
Le donne immediatamente si riappropriano di un lessico sentimentale e soggettivo ancora, però, molto povero
Parole come "amore", "passione amorosa" e così via sono usate per la prima volta per definire sentimenti soggettivi e non l'amore astratto per Mao e per la "patria socialista". Non è casuale perciò che nei primi anni Ottanta le scritture più innovative, ...
... anche per quanto riguarda la riflessione sul femminile, siano quelle delle donne come Zhang Jie che esordisce nel '79 con la novella L'amore non si può dimenticare e Zong Pu che si pone per prima la domanda esistenziale dello spaesamento seguito alla liquidazione della Rivoluzione Culturale in Chi sono io?
Oppure si cerca la la propria identità femminile, tardivamente scoperta, in una sorta di temps perdu irrecuperabile, che non ha conosciuto né amore, né sesso sacrificandoli sull'altare del Partito e della famiglia. Ed è sempre la stessa Zhang Jie a sperimentare lo stream of consciousness, e ancora una volta, così come nei primi anni del Novecento, la "febbre culturale" contagia soprattutto...
...i più giovani in un fermento di sperimentazioni: nascono così, una dopo l'altra, le nuove correnti, la scuola della "rettifica dei nomi", ossessione ricorrente nella cultura cinese per classificare, etichettare e definire la realtà in tutti i suoi aspetti. Letteratura della ricerca delle radici, letteratura di riflessione, letteratura della rivelazione, letteratura pura, letteratura sensazionista, letteratura dell'immaginario magico, letteratura di indagine, letteratura popolare, letteratura modernista, letteratura simbolista e letteratura della nouvelle vague.
Molti di questi linguaggi sperimentali esprimono un senso di frustrazione e di disillusione: una patologia che segna varie generazioni di scrittori è l’alienazione socialista" (yihua), e non quella tanto analizzata in Occidente dell'operaio alla catena di montaggio nel mondo capitalistico. La prima lingua dell'alienazione che riconfigura con prepotenza la sua ricchezza ideografica e quindi lessicale e si riappropria di una dimensione assolutamente estetica è la poesia. Il manifesto dei nuovi poeti underground è la rivista Jintian (Oggi), pubblicata a partire dalla fine degli anni Settanta. La riflessione del poeta su se stesso, del tutto nuova in un paese che usciva da un lungo periodo in cui era stata fornita alla gente una visione univoca e ideologica di un'arte didascalica, ha valso loro il nome di poeti della poesia oscura. La generazione nata negli anni Sessanta porta ancora le stimmate della Rivoluzione Culturale.
Una parte di queste generazioni reagisce col rifiuto netto di queste icone e di questi miti e si rifugia in una scrittura sperimentale. Lo scrittore Yu Hua, ad esempio, descrive un'umanità dai corpi orrendamente mutilati o addirittura fermati nella rigidità dei cadaveri, o gruppi di fantasmi che si aggirano in un universo iperrealistico sotto una pioggia battente (la pioggia del suo Sud) con l'andamento di un racconto poliziesco in cui la scoperta dell'assassino è sempre agghiacciante. Il suo mondo cupo fa da sfondo anche a un romanzo meno sperimentale, il famoso “Vivere!”, che racconta la storia di una coppiaseguita dalla giovinezza opulenta nella Cina prerivoluzionaria fino al drammatico epilogo, dopo la morte dei due figli, vittime inconsapevoli del furore iconoclasta della Rivoluzione Culturale. Questo romanzo ha ispirato il film omonimo di Zhang Yimou, uno dei primi grandi maestri della nouvelle vague cinematografica cinese, premiato al festival di Cannes nel 1994.Un’altra parte reagisce recuperando il passato più recente: la Cina della caduta dell'ultima dinastia Manciù e delle prime ed entusiastiche modernizzazioni di cui la Shanghai cosmopolita e crocevia di civiltà, diventa l'icona ideale. Ed è questa la memoria (ricostruendo in modo quasi ossessivo il passato della sua terra) che è stata cancellata e negata dalla moralistica propaganda rivoluzionaria del prima e dopo la Liberazione. Nascono così opere come Mogli e concubine di Su Tong da cui Zhang Yimou, ha tratto il film Lanterne Rosse premiato a Venezia con il Leone d'argento nel 1991 e che fece conoscere al pubblico di tutto il mondo la star Gong Li.
Un posto a sé occupa Gao Xinjian, classe 1940, che ha ottenuto il Nobel per la letteratura nel 2000, primo Nobel della storia a un cinese. Personaggio schivo e riservato, Gao ha trovato asilo politico in Francia e vive a Parigi dal 1988, dopo che le sue opere erano state bandite in Cina per aver sollevato un vivace dibattito, a partire dal 1982, sul modernismo e sul realismo nell'arte e nella letteratura, e dopo che il suo primo lavoro teatrale, Fermata d'autobus, era stato proibito nel 1983. Romanziere, drammaturgo, regista teatrale, critico letterario e pittore, egli incarna l'ideale più classico dell'artista cinese e, allo stesso tempo, grazie alla sua. scrittura modernista e alla sua riflessione sull'individuo-artista, risulta assolutamente contemporaneo. Il suo capolavoro La montagna dell'anima è una summa delle sue scelte esistenziali. Nel suo viaggio interiore alla ricerca della propria anima e della propria cinesità, egli ci riconduce alle radici e alle origini della civiltà cinese, sul filo di un dialogo ininterrotto tra un "io" che diventa "tu" e che si esprime in una lingua "interiore" in un inestricabile intreccio di ricerca spirituale e amorosa.Gao Xinjian, in un’intervista recente di fine giugno 2007, ha dichiarato che in Cina ora regnano la moda e il denaro; il paese è diventato molto più capitalista dell’attuale occidente, e inoltre ha raggiunto una posizione economica assai forte, ma l’ideologia e la politica di regime non sono cambiate.
E se l’evoluzione economica in Cina continuerà, questa non porterà necessariamente ad un processo di democratizzazione. Ultimo - almeno in ordine cronologico - eclatante “caso letterario” cinese è quello rappresentato dal giovanissimo autore (anch’esso espressione, come in Occidente, della “sindrome giovanilistica”, fenomeno sociale e culturale che è ormai permeato a tutti i livelli: cioè più sei giovane più fai tendenza!!)…Guo Jingming, che è ormai il più famoso e più pagato scrittore cinese. Idolo pop delle ragazzine, il suo blog trabocca di messaggi dei fan, tutti giovanissimi, che come lui appartengono alla generazione dei figli unici “post 80”. Jingming rappresenta i nuovi ideali della Cina di oggi: capitalismo e individualismo; e ha compreso che esiste un mercato a cui rivolgersi: quello dei teenager. I suoi romanzi ignorano i problemi politici e sociali della Cina di oggi e parlano invece di adolescenti urbani e solitari che cercano di combattere la loro malinconia “esistenziale” con alcol, risse e karaoke.
Ma dietro di lui sta arrivando una nuova generazione di scrittori ancora più giovani: i “post 90”. A maggio 2008, ai vertici delle classifiche cinesi dei libri più venduti c’era un tredicenne!!
La Cina che arriva – Autori vari – Avagliano editore


