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Fermenti culturali in Cina

La Cina vive una vera e propria febbre culturale

Dancing park

A partire dalla fine degli anni Settanta del XX secolo la Cina è in preda a una vera e propria febbre culturale soprattutto i giovani, gli artisti e gli intellettuali riscoprono la voglia di esprimersi e di sperimentare nuovi linguaggi.

Nascono i primi movimenti della nuova letteratura, la cosiddetta letteratura del nuovo periodo e poi gradualmente anche gli altri linguaggi si liberano delle scorie dell'ideologia maoista e di qualsiasi tipo di linguaggio ingessato nello stile maoista.

Nascono i primi movimenti della nuova letteratura, la cosiddetta letteratura del nuovo periodo e poi gradualmente anche gli altri linguaggi si liberano delle scorie dell'ideologia maoista e di qualsiasi tipo di linguaggio ingessato nello stile maoista.

Era stato lo stesso Mao che aveva pronunciato i "Discorsi sull'Arte e la letteratura" in cui dettava, letteralmente, agli artisti e agli intellettuali un definitivo decalogo della "Forma e dei Contenuti dell'Arte Socialista". E’ difficile per un occidentale capire quanto questo dictat abbia bloccato qualsiasi tipo di creatività nella patria asiatica del socialismo reale, impedendo ogni forma di sperimentazione linguistica.

In ogni tipo di linguaggio, dal giornalismo al saggio fino alla poesia, e anche in altre espressioni artistiche come la pittura o la scultura veniva di volta in volta proposto uno stereotipo dal quale era proibito allontanarsi.

E’ per questo motivo che, dalla fine degli anni settanta,  quantomeno dal nostro punto di vista occidentale, i primi tentativi di sperimentazione letteraria e artistica, appaiono timidi e incerti.

La Cina che arriva – Autori vari – Avagliano editore