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Rock e nuove generazioni

I nichilisti affollano le strade di Pechino e Shanghai

cd nichilisti cui jianconsumando i loro giorni tra cantine fumose, sordidi garage e vecchie comuni abbandonate, in cui cominciano a "creare" musica, quadri, romanzi, opere multimediali e spesso si riconoscono solo nel branco a cui appartengono: sono i liumang ( teppisti) che diventeranno i nuovi antieroi delle storie metropolitane.

Questa vitalità e quest'eclettismo, si manifestano anche in un cinema underground, metropolitano e trasgressivo, che concede molto poco allo spettatore e che è intimamente ...

... legato alle prime performance dei gruppi rock cinesi di cui Cui Jian è stato il caposcuola.  Ed è cantando in coro il refrain di una sua famosa canzone "Non ho assolutamente niente" durante uno dei suoi concerti a Pechino nella seconda metà degli anni Ottanta, che si riconosce un'intera generazione di giovani, disgustati dalla politica - capaci di distruggere la retorica maoista così come le utopie occidentaleggianti - che non si aspetta più nulla dalla vita e dal futuro.

E la generazione dei cosiddetti nichilisti, che affollano le strade della metropoli Pechino, ma anche Shanghai, consumando i loro giorni tra cantine fumose, sordidi garage e vecchie comuni abbandonate, in cui cominciano a "creare" musica, quadri, romanzi, opere multimediali e spesso si riconoscono solo nel branco a cui appartengono: sono i liumang ( teppisti) che diventeranno i nuovi antieroi delle storie metropolitane.

Questa esperienza di vita condivisa mescola le carte dei nuovi linguaggi e così lo stesso Cui Jian diventa il protagonista del secondo film di un cineasta indipendente, molto legato all'Italia, Zhang Yuan, che in Bastardi di Pechino (1993) riprende proprio la vita quotidiana e le prime performance di Cui Jian e del suo gruppo. Belve è diventato il bel film di Jiang Wen dal titolo In the Heat of the Sun, mai distribuito in Italia.

Il regista Jiang Wen, classe 1963, noto soprattutto come attore in Cina e all'estero per la sua magistrale interpretazione di Sorgo Rosso e di Keep cool, e star multimediale grazie al grande successo del serial più seguito degli anni Novanta in Cina, Beijingren zai Niuyue (Pechinesi a New York), esordisce nella regia con questo film che è quasi un manifesto o una dichiarazione d'amore per la propria generazione.

Il vero tratto originale del film è di avere svelato quanto per questa generazione, allora adolescente, la terribile Rivoluzione Culturale sia stata la stagione delle grandi scoperte e della libertà come per qualsiasi altro adolescente del mondo.La banda di giovani teppisti che si esercita nei "giochi di guerra", vagabondando in bici per una Pechino dai colori autunnali e dalle antiche mura sbrecciate, da cui si intravedono gli siheyuan (le case del nord, basse, circondate da giardini cinti da mura di mattoni grigi), indossano con sfrontatezza le divise dei loro genitori e si sentono così i nuovi guerrieri.

La Cina che arriva – Autori vari – Avagliano editore