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Home Tutto sulla Cina La Cina è vicina Intervista a H.Huang - Politica del figlio unico

Intervista a H.Huang - Politica del figlio unico

Indice
Intervista a H.Huang
La crescita del PIL
Incidenti sul lavoro
Politica del figlio unico
L'inquinamento
La pena di mrote
Una grande occasione
Tutte le pagine

D: La politica del figlio unico. E' possibile che venga ancora incoraggiato, per meglio dire indotto, l’aborto quando una donna accerta di aspettare una femmina anziché un maschio, che rappresenta forza/lavoro all’interno del nucleo familiare?

R: La politica del figlio unico è stata praticata per alcuni anni (a partire dagli anni ’80) per favorire il contenimento delle nascite, ma le donne incinta di una femmina anzichè di un  maschio non vengono assolutamente costrette ad abortire. Questa è una crudele usanza che è stata  praticata nelle campagne e non nelle città, ma ormai per fortuna è stata quasi del tutto sradicata anche dalle mentalità contadine, che vedevano fugate le loro aspettative di forza/lavoro, nonchè di conseguente guadagno, nell’ambito familiare quando l’erede atteso non era un maschio bensì una femmina.

D: C’è stato un forte aumento dei suicidi negli ultimi anni, specialmente di giovani che dalle campagne si recano nelle grandi città come Pechino e Shangai per seguire l’Università e che, dovendosi pagare gli studi, non se la sentono di far indebitare i propri genitori, in alcuni casi anche indigenti. Mi chiedo come mai in paese comunista come la Cina -  e si sa che notoriamente nei paesi comunisti sia l’istruzione che la sanità sono gratuite - la scuola e l’Università si debbano pagare.

R: Il problema è stato determinato dall’urbanizzazione e dal fenomeno migratorio dalle campagne alle città, per cui si è creato un affollamento di studenti che non volevano lavorare la terra come i loro genitori, ma andare a studiare e magari anche laurearsi, in alcune delle città più importanti, e in particolare a Pechino.

Per arginare questi fenomeni si è deciso (a partire dagli anni ’90) di far pagare le tasse scolastiche e universitarie a tutti i non residenti della regione. E questo vale anche per la sanità  e gli ospedali: le cure ospadaliere e le spese sanitarie sono a carico dei pazienti (ma solo in parte) che vogliono, ad esempio, farsi ricoverare in un ospedale a Pechino ma che risiedono nelle città di un’altra regione.

Così solo i veri residenti di quella regione hanno diritto a sanità ed istruzione gratuite. In compenso però, i cittadini che risiedono nelle città più industrializzate e sviluppate pagano maggiori tasse, affitti, ecc. Quindi un giovane la cui famiglia non ha i mezzi sufficienti per mantenerlo agli studi, o rinuncia a studiare, o più semplicemente basta che la sua formazione avvenga nella propria regione di residenza.

Il problema deriva dal fatto che in molte città della Cina ancora non ci sono Università sufficienti per accogliere il forte incremento di studenti.
N.d.r. Ma allora questo si che è un vero federalismo!!