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| Invasione di vestiti e scarpe cinesi |
| Esportazioni cinesi |
| Concorrenza |
| Cina nella WTO |
| Sollecitazioni comunitarie |
| La guerra di dazi |
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Tra Cina, Stati Uniti e Unione Europea si profila una guerra di dazi.
Non si placano i contrasti tra Cina e occidente sulle questioni commerciali.
L’Unione Europea introduce imposte sulle scarpe cinesi, mentre, di concerto con gli Stati Uniti chiede l’intervento dell’OMC contro l’imposizione di tariffe sull’importazione di componenti utilizzate per assemblare autoveicoli in Cina.
Dal 7 aprile 2006 l’Unione Europea applica una tassa all’importazione delle scarpe di Cina e Vietnam, perché ritiene che i due paesi vendano le merci sotto costo. L’Europa accusa le ditte cinesi di godere di ingiusti sussidi statali, come finanziamenti a basso costo, esenzioni fiscali e incentivi all’esportazione.
Inoltre, sia Stati Uniti che Unione Europea lamentano che Pechino non dà libero accesso al suo mercato interno, mentre i loro mercati sono invasi dagli economici prodotti cinesi. Rimproverano anche ai cinesi di tenere la loro valuta troppo bassa (nonostante la lieve rivalutazione effettuata a luglio 2005), e di non impedire la diffusa contraffazione di costose marche di prodotti occidentali.
Per risolvere i contrasti con gli occidentali, il governo cinese vuole ridurre le imposte su autoveicoli e altre merci estere (come cosmetici), nonché concedere crediti preferenziali per incoraggiare le importazioni.
* Riguardo al Doha round, al momento attuale, tra, i negoziati si trovano in una fase di stallo, anzi di impasse, che rischia di condurre al fallimento dell’autorità negoziale denominata fast track (procedura rapida dei negoziati che scade alla fine del 2006), o addirittura al congelamento dell’intero negoziato. Questo, se non si giungerà ad un accordo tra Stati Uniti e Unione Europea – ritenuto però accettabile anche dai paesi poveri e in via di sviluppo – sull’eliminazione/riduzione dei sussidi all’agricoltura e sul pagamento dei dazi sui prodotti industriali nazionali.


